• Twitter: radel
    • oh alle undici e mezza c'è quella strappona di Charlize Theron su raidue.
  • utili consigli per donne che vivono con esseri semplici chiamati uomini.

    Come promesso, per la festa della donna dedico questo post a tutte le donne, in particolare a quelle che vivono con un uomo.

    Mi permetto di dare queste semplici dritte dall’alto della mia esperienza, vivo con 4 donne con ciclo sincronizzato. Solo per questo penso dovrei meritare un premio di qualche genere, ma pazienza.

    Parliamo di prodotti per l’igiene personale.

    A differenza della donna, che mediamente riempie ogni superficie piatta del bagno con ogni genere di prodotto (letteralmente ogni genere), l’uomo è un essere semplice. I prodotti per la pulizia e la cura del corpo dell’uomo sono pochi, sono semplici, sono essenziali: Un docciashampoo (nota bene, docciashampoo, non doccia schiuma e shampoo, per molti di noi le due cose si fanno contemporaneamente, da qui l’invenzione di un prodotto unico), due saponette generiche o confezioni di sapone liquido generico (una per il lavandino e una per il bidet, ma non tutti capiscono questa differenza. Inorridite, lo so, ma è così).  Una schiuma da barba, un dopobarba, un deodorante qualsiasi. Alcuni più esigenti aggiungono a questi prodotti basilari del gel per capelli. Alcuni, traviati dalla mamma o da qualche ragazza in gioventù hanno l’ardire di usare una crema idratante. Chi ha di più è un alieno, e sa di esserlo.

    Come detto siamo esseri semplici. In piena pubertà per le più svariate ragioni scegliamo il prodotto che più ci piace e salvo casi eccezionali non lo cambiamo più. La stessa schiuma da barba, lo stesso dopobarba, lo stesso docciashampoo etc. Non cambiamo semplicemente perchè non ce ne frega nulla e se lo facciamo è per motivi completamente scollegati dall’efficacia o meno del prodotto (per dire, ho cambiato schiuma da barba passando al gel blu della gillette, solo perchè era figo il gel, non per necessità).

    Veniamo al punto. Quando mi chiamano mentre sto tornando a casa e mi implorano di comprare gli assorbenti, o l’ammorbidente o chessòio, io lo faccio. Ho memorizzato quello che devo prendere (quelli viola col petalo blu, il vernel al profumo di rosa e via dicendo) e prendo quello. Non mi sogno neanche di cambiare, serve a loro, vogliono quello e quello prendo.

    Ecco, allora perchè io dovrei lavarmi i capelli con il Fructis volumizzante? O l’Elvive per capelli colorati? O il Sunsilk per lisci perfetti (sono andato in bagno a controllare i nomi, oltre a questi ce ne sono altri 5-6, tanto per capirci). Perchè quando chiedo “mi prendi il dopobarba? Quello solito” non tornano mai con quello ma con “c’era questo in offerta e mi sembrava più buono”. Perchè se dico “manca lo shampoo” mi rispondono “ma se ce ne sono 10!”.

    Siamo semplici, siamo essenziali.

    Unire i puntini

    • Vorrei salutare alcuni nuovi lettori e lettrici che si sono palesati recentemente, se volete c’è un feed (qui a destra) per iscriversi alle cazzate che scrivo. Oppure potete seguirmi su twitter, che di cazzate ne dico tante anche lì, ogni giorno. Potete anche decidere di dare un’occhiata al mio tumblr, scrivo di musica, cose divertenti che trovo in giro per la rete e belle donne (Scarlett Johansson, principalmente).
    • Ho cominciato a seguire Community. Carina, divertente (molto divertente), è alla prima stagione e le puntate durano quanto una sitcom. Una nota la meritano gli sketch finali di ogni puntata, imperdibili.
    • Sto aspettando di sapere se sarò uno stagista al CED del Comune di Belluno. Io ci spero.
    • Nelle ultime settimane ho visto una marea di giovani Band. Alcune meritano. Li ho filmati tutti (non chiedete perchè, è una storia lunga). Li trovate qui.
    • Domani scrivo un post per la festa della donna, niente paura, roba divertente. Credo.

    Adoro i post a punti.

    Life Unexpected

    Sono due o tre giorni che ho voglia di scrivere un post come si deve, ma sono tutte cose lunghe e barbose, magari anche belle in fondo, ma barbose. Allora ho pensato a qualcosa di nuovo che ho scoperto solo di recente e di cui ancora ho letto poco in giro.

    Da un mese scarso sto seguendo una nuova serie TV (eh, lo so, è tipo la ventesima e qualcosa, non le conto più) dal titolo Life Unexpected.  L’ho scoperta un po’ per caso, quando ne è uscito il pilot, leggendo un articolo del New York Times credo. Vabè, insomma, morale della favola è una serie molto carina da vedere.

    La trama è presto detta: Una ragazza di quasi 16 anni di nome Lux che ha vissuto in case famiglia e cose del genere cerca i suoi veri genitori per avere le firme necessarie per presentarsi davanti a un giudice e ottenere l’emancipazione. Trova il padre, Nate,  un thirty something eterno bambino totalmente all’oscuro del destino toccato alla bambina avuta con una ragazza al liceo. Il bello arriva quando lui la porta a conoscere la madre Cate, una speaker radiofonica piuttosto famosa (e che Lux ascolta ogni mattina).

    Life unexpected è già stata accostata a Gilmore Girls (in italia, “una mamma per amica”) e devo dire a ragione, seppure sia ben lontana dall’ironia e dai protagonisti logorroici di una delle più amate serie tv degli ultimi anni.

    Va in onda ogni lunedì (il martedì per noi che la, ehm, preleviamo da eztv.it) e sia itasa che subsfactory sono già all’opera per i sottotitoli.
    Provatela, ve ne innamorerete :)

    PS: Si, c’è quello che faceva Jack in Dawson’s Creek.

    gwibber 2.0 e qualche consiglio

    Chi legge OMG! Ubuntu! probabilmente già lo sà, per gli altri potrebbe essere una cosa nuova, ma spero utile.
    Nelle ultime due settimane nel repository di Gwibber, il client twitter (e non solo, gestisce anche facebook, friendfeed, flickr e tantissimi altri, all in one) per Gnome, ci sono stati grandissimi passi avanti. Dopo alcuni passi falsi iniziali, fortunatamente sistemati anche ai bug report del tenutario qui, la situazioni si è stabilizzata e il nostro amato client è finalmente qualcosa di usabile (e degno di essere usato).

    So che ci sono molti client twitter per linux, ma a tutti manca qualcosa, i più completi sono per Kde e non si integrano con il mio desktop, cosa che mi dà parecchio fastidio su un’applicazione che sta aperta tutto il tempo.

    Gwibber, al momento, manca dell’integrazione con twitpic e simili, il supporto alle liste e altro ancora, ma ha altre funzionalità molto interessanti, su tutte quella che potete vedere nello screenshot, la multi view in stile Tweetdeck. Sarà interessante poi vedere l’integrazione con il famoso “me menu” di Lucid Lynx (Joey di Omg! Ubuntu! ha detto che è una specie di droga postare da lì).

    Dopo tante parole, veniamo un po’ ai fatti.
    Come installiamo l’ultimissima versione di Gwibber?
    E’ facile, apriamo un terminale (non spaventatevi, è che da terminale sono due comandi facili facili, e si prestano molto ad essere riportati qui, la procedura si può fare anche graficamente, ma è luuuuunga)

    sudo add-apt-repository ppa:gwibber-daily/ppa
    sudo apt-get update
    sudo apt-get install gwibber

    Così facile? si, così facile!

    Questo installa l’ultimissima versione di gwibber, viene aggiornata molto spesso e potrebbe succedere che dopo qualche aggiornamento non funzioni, càpita, per questo ci sono persone come me che si prendono la briga di segnalare bug così che a voi non succeda di installare un software che non funziona.

    Un po’ di ritocchi al nostro Gwibber!

    Gwibber si presenta con quattro o cinque temi diversi per mostrare i tweet, dateci un’occhiata. A me non piacevano molto così mi sono messo lì e ho fatto qualche modifica ai CSS. Adoro le bubbles di tweetie così ho pensato di farne un tema, con molta fantasia l’ho chiamato Tweetie e lo trovate qui.
    Per attivarlo scompattate il file nella cartella:

    /home/<vostro-nome-utente>/.local/share/gwibber/ui/themes

    (create il percorso  se non esiste)

    Fatto, adesso il vostro client è un po’ più figo.

    Si ma, come attivo la multiview in stile Tweetdeck?

    È facile anche questo, avviato gwibber c’è una voce di menù omonima, da quel menù scegliete “New Stream” (o semplicemente fate CTRL + N) a quel punto la finestra si sdoppia e potete scegliere cosa visualizzare con un comodo menu a tendina.

    buon divertimento :)

    You can try, but you’ll never catch me. Bazinga!

    Mi autocelebro un po’ visto che questo blog sta facendo un sacco di visite grazie a “bazinga”, che, lo ricordiamo,
    è l’esclamazione di Sheldon di The Big Bang Theory.

    Per un fattore che non mi è ancora noto, dopo l’episodio di lunedì le visite si sono quadruplicate.
    Un’orgia di bazinga.

    Grazie a chi passa di qua, a chi legge, a chi commenta. Giuro che un giorno scriverò qualcosa di utile. Giuro.

    What lies in the shadow of the statue?

    Ille qui nos omnes servabit.

    Martedì su ABC torna Lost. È la sesta stagione, l’ultima.
    Vi dirò che sono abbastanza emozionato per questa stagione, molto più che per le ultime due, la quarta è stata abbastanza noiosa, la quinta invece ha avuto dei momenti che non si vedevano da un bel po’.  Aspetto al varco queste ultime puntate. Basta giochi, basta tartarughe volanti magiche (cit), è ora di vedere come va a finire. Bene o male che sia questa è la stagione della resa dei conti. O mandano tutto in vacca o finiscono il puzzle in un modo accettabile.

    Mi piace l’idea che gli sceneggiatori siano un po’ alle strette stavolta. Hanno la possibilità di far ricordare Lost come la serie TV con il “miglior finale EVER” (cit) oppure come “quella serie che è finita non si sa bene come e che abbiamo seguito per niente”.

    Avrei voluto fare un recap fatto bene della quinta stagione, ma sono pigro e avrei rischiato di dimenticare roba, quindi vi lascio con questo video che fa un bel recap di tutte le stagioni in 8 minuti e rotti. È in inglese, molto veloce, ma si capisce. Tutti da ascoltare i commenti qua e la della tipa che racconta la storia.

    5 Seasons Of LOST in 8 minutes

    …ma nonna salice è fatta molto meglio

    Un sacco di gente oggi ha parlato di Avatar (Avatar, 2009), ne ha parlato bene, ne han parlato male. Ora, ecco, io l’ho visto ieri sera e seppure non volessi all’inizio farne un post mi ci vedo un po’ costretto perchè ho voglia di dire la mia.

    Sono andato a vedere Avatar un po’ prevenuto. Un po’ per questo post (concordo sempre con le sue recensioni, a parte quando dice che Scarlett Johansson non è sta gran figa), un po’ perchè il trailer mi aveva smontato. In coda alla cassa del cinema la situazione non è migliorata tantissimo. Guardavo le facce di quelli in coda con me e di quelli che aspettavano di entrare in sala. Non era la gente che vedevo di solito al cinema, erano facce da cinepanettoni, facce da film bing bang crash boom.

    Poi ho visto il film e mi sono ricreduto. Avatar non è un film che lascia indifferenti, ma mica per il treddì (dopo un po’ non lo notavo nemmeno più, invece un film figo in 3d sarà Alice in Wonderland, vedendo il trailer è stato sfruttato molto meglio) o per chissà quale messaggio che vuole lanciare. Ci sono anche quelli, per carità, ma è tutto l’insieme a lasciare a bocca aperta.

    Si dice: “eh, ma la storia.. roba già vista”. La storia viaggia sulla falsariga di cose già viste, è vero. Ma c’è una grande differenza tra sapere la strada e farla effettivamente. E lungo nessuna strada “già vista” si vede quello che si vede in Avatar. Mi fa pensare a una cosa che ho letto riguardo Star Trek (Star Trek, 2009), provate a pensare che vi dicano che vogliono abbattere il Colosseo e rifarlo di vetro e acciaio. E voi subito giustamente pensate che ne verrà fuori una merda. E invece alla fine la fanno sta cosa di ricostruire il Colosseo di vetro e acciaio e la fanno così bene che, davanti a sta cosa qui, nonostante tutto, voi rimanete li imbambolati e dovete ammettere che sembrava impossibile ma ce l’han fatta, che quella roba lì è meglio del Colosseo originale.  Avatar è così. Voi state li, duri e puri, ma intanto ogni cinque minuti vi scappa un “ma che figata” (e, per me, un “lo voglio” ogni volta che inquadravano un computer, ma per fortuna non siete tutti come me).

    Avatar è come una canzone pop, in cui le parole son sempre semplici, sole-cuore-amore e na-na-na, ma la musica è così bella che non puoi dire “è una canzone di merda” (e credo stia tutto qui il “una forma talmente unica e stupefacente da diventare essa stessa sostanza” di Mist).

    Ok, detto questo, detto che Avatar è un film bello bello bello, mettiamolo al suo posto. Avatar è da 7,5 tirato tirato. Andiamo, non è Il Padrino, non è Kramer contro Kramer o Gran Torino. Epperò non vuole neanche esserlo.

    The accidental bit shifter.

    Sometimes when I feel stifled and want a change of scenery, I use my imagination. One of my favorite places to visit is the two-dimensional world described in Edwin Abbott’s mathematical fantasy, Flatland.

    Sheldon Cooper

    Il fatto è che se non vi racconto qui questa cosa è meglio che chiuda il blog perchè vuol dire che non serve a niente.

    Versione breve per gente di fretta:
    Mi sono avvicinato alla musica ad 8-bit e mi si è aperto un mondo.

    Versione lunga:
    Ecco, io penso che a volte i casi della vita e le coincidenze proprio non esistano, e se esistono hanno veramente un senso dell’umorismo incredibile. Alcuni giorni fa, probabilmente anche  più di un mese fa, non mi ricordo di preciso, qualcuno su twitter ha postato un link a un pack di suonerie per telefoni e iphone estratte da vecchi videogames del nintendo (super mario, zelda, roba così). Io ovviamente ho scaricato e immediatamente impostato il tema di super mario come suoneria. E fin qua niente di strano.

    Preso dalla nostalgia, in un momento di scazzo, installo sulla mia linux box l’emulatore SNES (che è un programmino che fa funzionare i giochi del super nintento sul vostro pc) e la ROM di super mario all stars (che è quello che include tutti i super mario prodotti dalla nintendo).  Cerco anche di ritrovare il mio vecchio ZX Spectrum ma senza successo.

    Poi un giorno, non mi ricordo dove (ma prego l’autore, se passa di qua, di segnalarmelo che voglio ringraziarlo) qualcuno ha postato un link a Pterodactyl Squad dicendo che avevano rifatto un album degli Weezer con basi interamente ad 8-bit. A me quest’album per dire tutta la verità è piaciuto un po’ si e un po’ no, ma la versione di The World Has Turn And Left Me Here mi ha veramente colpito.
    E anche fin qui, uno dice, tutta roba abbastanza “normale”.

    Qualche giorno dopo mi sono trovato con alcuni compari per discutere di progetti futuri etc etc. Tra questi c’era da decidere il tema di una festa. Pensa che ti ripensa si cominciano a dire cose a caso, tipo brainstorming, per vedere cosa ne salta fuori. Uno dice: “visto che tira, tra Avatar e il resto, facciamo qualcosa col 3D”. Uno lo corregge, dicendo: “No no, facciamo 2d. Tipo che tiriamo fuori dalle soffitte vecchi nintendo, sega master system e gameboy”. La discussione continua e l’idea prende corpo, si decide di dare uno spazio particolare al tipo di musica propria delle console per videogames. L’8-bit.

    Si comincia a scavare nel mondo dell’8 bit per vedere cosa salta fuori. E si apre un mondo.

    Salta. fuori. veramente. di. tutto.

    Una cosa in particolare. Nanoloop è un programmino per il gameboy che fa una cosa abbastanza semplice, riproduce i loop che si possono impostare su 16 caselline. Indovinate un po’ cosa sto facendo da ieri pomeriggio? Ecco, bravi, son li che traffico con quell’arnese li. E mi diverto un mondo.

    Update: gecco nei commenti mi ricorda la community italiana: 8-b.it (il dominio è geniale).

    tomorrow is gonna be less bad

    Volevo fare un post sui propositi per il 2010. Inizialmente mi era venuta una cosa strappabudella ma poi ho pensato che o sei Nick Hornby o queste cose sono un po’ patetiche. Fondamentalmente quello che vorrei dal 2010 è abbastanza semplice e forse anche un po’ stupido. L’ho scritto nel titolo, vorrei che fosse meno peggio del 2009, che come anno, diciamolo, potevano anche saltarlo e non sarebbe cambiato granchè.

    Vorrei incontrare più persone come me (so che fa molto “alla faccia dell’autostima” ma è così), vorrei incontrare un esemplare di sesso femminile che, citando da qui, legga i miei gusti e pensi i miei pensieri.

    Poi, mentre mi càpitano tutte queste cose belle, vorrei anche cambiare un po’ il mondo, ma questo è un discorso a parte.

    PS: Se salta fuori anche un portatile nuovo, in questo 2010, va bene uguale.

    meglio, va

    Facciamo che il post in cui tiro le somme di questo 2009 impalpabile lo salto e domani scrivo quello con i buoni propositi, ok?


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