dic
2009
meglio, va
Facciamo che il post in cui tiro le somme di questo 2009 impalpabile lo salto e domani scrivo quello con i buoni propositi, ok?
Facciamo che il post in cui tiro le somme di questo 2009 impalpabile lo salto e domani scrivo quello con i buoni propositi, ok?
Ecco lo so che la stanno facendo tutti, ma siccome l’anno scorso ho fatto la top 5, quest’anno vi beccate la top 10.
E se tipo non avete ascoltato almeno 5 di questi 10 album potreste cogliere l’occasione per ampliare la vostra cultura musicale.
1 - Julian CasablancasCome dice TheSleepyMist, solo lui poteva fare un disco con le basi della pianola Bontempi e uscirne indenne. Un grande disco, niente a che vedere fortunatamente con gli ultimi Strokes.

È un disco che ho ascoltato tantissimo, l’ho trovato anche meglio del loro disco d’esordio. Su tutte Fire e Underdog.

Quando un disco è bello è difficile scegliere un pezzo tra gli altri, come in questo caso. Se proprio proprio dovessi consigliarne uno direi Armistice.

Il miglior disco degli U2 in questa decade, supportato da un tour mai visto nella storia della musica. Però, capiamoci, non è Achtung Baby.
5 - Lily AllenVi chiederete che ci fa Lily Allen in una classifica dei best of 2009. Eh, c’è perchè ha fatto un album piacevole da ascoltare, con tanti buoni pezzi. Roba pop, niente di chè, ma bello.
6 - ColdplayNon è un disco di inediti ma un disco live, uscito durante il tour di Prospekt March. Ma è un gran disco live. E se come me siete stati a vederli nella loro unica data italiana a Udine è un disco tutto da ascoltare. In più, si scarica gratis qui.

È un disco un po’ a metà questo Raditude. Le prime 6-7 canzoni sono ad un buon livello, poi secondo me cala un po’. C’è anche da dire che stufa presto.

Ci ho messo diversi ascolti a farmelo piacere. Non è assolutamente al livello dei primi due dischi, un sound diverso, più difficile per i fan della prima ora. Si salvano un paio di pezzi.

Metto gli Eels perchè meritano una nota positiva. Ma questo disco non è certo uno dei migliori lavori fatti da “E” e soci. Da segnalare “That look you give than guy”.
10 - Arctic MonkeysEcco, non so bene perchè li ho messi in classifica,forse perchè essendo uno dei miei gruppi preferiti al cuore non si comanda. Humbug è veramente una delusione tanto che per un attimo stavo per metterci l’ultimo dei Wilco (che ho ascoltato di fretta e poco).
Altri dischi che ho ascoltato veramente tanto nel 2009, ma che non sono usciti quest’anno e meritano di essere ri-ri-ri-ascoltati:
Dopo pranzo ero in cortile a spalare l’abbondante neve caduta tra ieri e questa notte, quando si avvicina uno di quelli che noi chiamiamo “vucumprà”. Cerca di vendermi dei calzini e rispondo come faccio sempre che no, i calzini non mi servono e che ne ho un cassetto pieno, ma che se vuole gli do tutta la moneta che ho nel portafogli. È poco, saranno si e no tre euro, ma gli spiego che sono per lui che non li metta insieme agli altri. Mi ringrazia e andandosene mi augura buon natale e buone feste. Prima di ricambiare mi viene la curiosità di sapere da dove viene, se anche lui festeggia il natale.
Dice di venire dal Cameroon e che magari conosco il suo paese grazie a Samuel Eto’o. Rispondo che si, sono interista e Samuel Eto’o lo conosco bene e secondo me è fortissimo. Parliamo di calcio, della coppa d’Africa e dei mondiali. Poi mi chiede se parlo inglese.
Dico che si, parlo e capisco l’inglese, un pochino. Lui chiede se l’ho imparato a scuola e mi tocca spiegargli che a scuola qui l’inglese si impara così così e che è grazie alla tv e a internet se riesco a sostenere una conversazione. Lui mi rivela che in due mesi che è in Italia sono l’unica persona che ha conosciuto che parla inglese, che tutti gli parlano in italiano e le altre lingue non hanno idea di cosa siano. Mi spiega che ogni sabato va a Montebelluna a un corso di italiano, perchè vuole imparare bene l’italiano altrimenti trovare lavoro è dura. Chiedo “How long have you been studying italian?”, risponde: “twice”. Due lezioni, e parla italiano perfettamente. Mi dice che però non gli interessa solo parlarlo, vuole saperlo leggere e scrivere, che è quello che conta davvero. Era sorpreso dal sapere che anche molti italiani non sanno leggere e scrivere molto bene. Mentalmente mi chiedo cosa direbbero quelli che sostengono che “se vuoi stare in Italia devi integrarti con la nostra cultura, devi imparare la lingua e rispettare le nostre leggi”, forse sono le stesse persone che non parlavano inglese e pretendevano solo l’Italiano.
Mi chiede del lavoro, parliamo un po’ di internet. Mi dice che ha appena fatto un colloquio a Susegana per una ditta di informatica che rigenera vecchi pc e li ridistribuisce. È un contratto di un mese ma gli sembra bellissimo, anche se lui sta studiando meccanica in un politecnico in Cameroon, ma lì ha avuto problemi ed è dovuto venire in Italia a cercare lavoro.
Parliamo della crisi, dei problemi a trovare lavoro e concordiamo sul fatto che c’è chi fa il furbo e la crisi la usa come scusa per non darlo, il lavoro.
Ci salutiamo con una stretta di mano, un in bocca al lupo reciproco e un “Merry Christmas”. Una conversazione di dieci minuti, mezza in italiano e mezza in inglese, con una persona così diversa da quello che raccontano i telegiornali. Adesso è davvero Natale.

Da qualche tempo guardo con molto interesse agli ebook reader, specialmente al Nook appena sfornato da Barnes & Noble, li ritengo oggetti che in un futuro prossimo saranno sicuramente necessari, ma che al momento hanno un mercato molto limitato, soprattutto in Italia.
È anche per questo, ma soprattutto perchè sono un tirchio schifoso, che mi sono ingegnato per trasformare all’occorrenza il mio eeePC 701.
Cosa serve:
- Un netbook qualsiasi.
- Un sistema operativo decente (Quasi tutte le distribuzioni linux vanno bene, io sto usando Jolicloud sul mio eeePC, che consiglio vivamente per qualunque netbook).
I software che ho deciso di utilizzare sono FBReader e Calibre. Sono entrambi sofware open source e multipiattaforma, quindi se decidete di utilizzare sistemi operativi con le finestre dovrestre trovare delle versioni che fanno al caso vostro.
FBReader è un semplice lettore di file epub, ha le funzioni classiche per cambiare verso dello schermo, zoom, fullscreen etc. Ottima è la gestione della libreria, basta indicare un percorso e fbreader si occuperà di catalogare tutti i nostri ebook presentandoli in un comodo indice.
La parte più interessante però arriva con Calibre. Calibre è un po’ un tutto fare nel mondo degli ebook su pc. Trasforma automaticamente feed RSS in ebook, converte i formati (io converto sempre tutto da pdf in epub, più facilmente leggibile) e anche lui gestisce una biblioteca catalogando tutti i vostri libri per autore (o secondo la numerazione delle biblioteche, fantastico).
Calibre vi sarà molto utile anche se avete un vero ebook reader o anche se leggete i vostri libri con un iPhone, converte in e da tutti questi formati.
Ho usato e affinato questo sistema per circa un mese prima di scrivere questo post (mi sono letto tutto “Il nome della rosa”) e devo dire che non ho notato grandissime differenze rispetto alla lettura classica di un libro, anzi in certi casi leggo molto più velocemente sullo schermo. È una questione di abitudine, ma passata la strana senzazione di reggere un computer portatile come un libro l’esperienza di leggere su un netbook non ha niente da invidiare a costosi kindle e compagni (e-ink a parte, ovviamente).
Caro “Il Simbolo perduto”,
Ti sto leggendo da un paio di giorni, sono tipo a pagina 74, e volevo farti avere le mie impressioni.
Scusami se sarò impietoso e un po’ cattivo, ma forse tutto è dovuto al libro che ho letto prima di cominciare con te. Si chiama “Il nome della rosa”, è di un tizio italiano, tale Umberto Eco. Te lo consiglio, nel caso da grande volessi diventare un vero libro.
Ho cominciato a leggerti perchè mia sorella ti ha portato a casa. Lei ti ha desiderato molto, così tanto che ha addirittura pagato per averti. Dovevo capirlo da lì che il nostro rapporto non avrebbe funzionato, lei legge pochissimo e solo cose orrende.
Te lo dico chiaramente, così, di botto, sembri scritto da un ragazzino di terza media. Periodi semplici e poveri, nozioni buttate lì senza un senso logico, tanto per far vedere che si sà.
Le descrizioni dei luoghi poi. Ecco, io non mi aspetto roba alla Tolkien eh, però un minimo, no? Non si può cavarsela con le descrizioni tirate giù da wikipedia.
Certo, se proprio bisogna scegliere meglio copiare wikipedia che inventare di sana pianta le cose e mischiarle alle cose vere. Colgo l’occasione per spiegarti una cosa, che se vuoi puoi rivendere ai tuoi fratelli, che han lo stesso difetto. I racconti possono essere di pura fantasia oppure possono mischiare fatti reali e avvenimenti di fantasia. Un racconto di fantasia, per dire, è il signore degli anelli. Un racconto che mischia realtà e fantasia è, per esempio, I promessi sposi. Ora, se citi un fatto reale, devi citarlo giusto! si chiama reale a posta, non ci si può inventare le cose a cazzo di cane, perchè altrimenti non si capisce più niente.
Poi, ecco, basta con ste leggi della fisica che non sai cosa vogliano dire.
Ultima cosa, le protagoniste femminili. Sempre tutte fighe, intelligenti, disponibili, simpatiche. Cioè, ci siam capiti va…
Tuo, Marco.
PS: finirò di leggerti per pura cultura (vabè, cultura è un parolone) personale, non temere.
Benvenuti nella mia nuova casa
Se sono stato bravo, chi mi legge da feed non dovrebbe aver notato alcuna differenza, ma da oggi quello che negli ultimi due anni è stato il mio blog cambia indirizzo e diventa www.bazinga.it
Cambia anche nome in realtà, e da making my way diventa, appunto, bazinga.
Perchè bazinga?
Come ho spiegato nell’about, Bazinga è l’esclamazione che Sheldon Cooper, uno dei protagonisti di “the big bang theory”, utilizza per sottolineare una cosa che fa molto raramente: scherzare. Ho scelto questo nome e questo dominio per ricordare a me stesso e a chi legge che anche quando parlo di cose serie, o mi arrabbio per qualcosa, non bisogna prendermi (e prendersi, eh) troppo sul serio.
Per farvi un’idea, qui c’è un video esplicativo:
Uhm, ultima cosa. Il template è una mia creazione semioriginale (nel senso che ho preso un tema pre-esistente e l’ho trasformato completamente) frutto di semplice html + css + jquery (nessuna immagine, a parte lo sfondo, è stata usata per questo template). È il template invernale, per questo i colori sono abbastanza freddini. Per la primavera/estate sperimenterò un pochino di più, promesso.
Se qualcuno è interessato ad avere questo template per wordpress basta che lo scriva nei commenti, provvederò a caricare uno zip.
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