Bazinga!

I am Marco, an italian web designer, a tv show addicted and a music lover.

and once again you've fallen for one of my classic pranks. Bazinga!

Notizie che non lo erano.

Ha fatto molto scalpore quello che i telegiornali hanno chiamato il “down” di google. In realtà google non è mai caduto, non ha avuto alcun problema tecnico. Il malfunzionamento, durato circa 15 minuti, riguardava semplicemente il controllo malware. Si è trattato di un errore umano della società (stopbadware.org) che scova e gestisce per conto di google siti maligni. Durante un aggiornamento della lista nera dei siti pericolosi, per un errore umano appunto, è finito il simbolo / che in informatica rappresenta la “root”, la radice. In pratica la società esterna ha detto a google che tutto l’albero era marcio. E’ stato un errore umano. Inutile fare tanta dietrologia.

Ha fatto altresì scalpore la notizia che facebook utilizzerà i dati personali degli utenti per ricerche di mercato diventando di fatto il più grande database per le ricerche di mercato. In realtà questo è alquanto ingigantito.  Randy Zuckerberg, sorella del fondatore, si riferiva agli Engagement Ads, già discussi e ridicolizzati su questo blog.

shutdown -h now

La settimana scorsa ho concluso un’esperimento cominciato verso la fine dell’estate, ho rimosso da facebook ogni strumento di condivisione (digg, delicious, flickr, youtube, google reader, lastfm, il feed del blog) e scollegato l’account di twitter dallo status.

L’ho fatto principalmente perchè è insensato, oltre che inutile. La speranza che coltivavo di poter finalmente fondere la mia identita “digitale” con la mia identità “reale” ha sbattuto contro la realtà nuda e cruda. E cioè che fondamentalmente più del 90% dei miei contatti su facebook non sono dei nerd (dovrei aggiungere per fortuna loro).

Tralasciando il fatto che gran parte dei miei contatti non ha idea di cosa siano digg, delicious o un feed reader, tanto per dirne qualcuno, gli argomenti che potrei condividere interesserebbero ad un esigua minoranza che è tranquillamente in grado di seguirmi con altri mezzi: il blog, twitter, friendfeed.

Oltre a questo, ci sarebbero due tre paroline da dire su che cosa è diventato facebook negli ultimi due mesi. Lo avevo in qualche misura previsto, ma non pensavo ci avrei azzeccato. Applicazioni idiote a parte, il livello delle conversazioni (se di conversazioni si può parlare) è praticamente azzerato rispetto a solo qualche mese fa.

La tendenza diffusa è quella di parlare di niente, scrivendo.. il meno possibile. L’opinione personale consiste sempre più spesso nell’unirsi al gruppo corrispondente senza che poi al suo interno nascano discussioni di alcun genere (e qui FB è complice, solo i membri del gruppo possono scrivere, così bisogna figurare membri di “bruciamo i <<inserire razza a piacere>>” per poter argomentare che gli iscritti a quel gruppo sono delle bestie ). La condivisione di link è ridotta a video su youtube o catene di sant’antonio che prima arrivavano per email, e adesso invadono il social network. Gli status perdono ogni loro valenza tra “uff”, “…”, “quanto è stronzo il mio capo”, “non ha voglia di studiare” e “è ancora in festa da ieri sera”.

Sia chiaro, non ho nulla contro chi lo utilizza in questo modo, semplicemente non è il modo che intendevo io e per questo utilizzerò altri strumenti a me più congeniali, mantenendo Facebook per i rapporti personali puri e semplici, cestinando le applicazioni, ignorando i gruppi ma soprattutto tenendomi in contatto con amici e conoscenti, in un modo che purtroppo non è niente di più  che un alternativa al cellulare, a msn, a gmail o skype. Peccato però.

facebook. per un uso responsabile.

Ho già scritto di facebook. Come me hanno scritto in tanti, quasi tutti con la mia medesima opinione.

Per me, come per altri, Facebook rappresenta il social network definitivo, vi rimando al post di giovy per capire il perchè. Facebook però, ha una pecca. E’ utilizzato da idioti. La sua funzione “social” si perde completamenta, messa in ombra da “54 FunWall requests”.

Questa incapacità diffusa ha reso Facebook una specie di Msn dei social network. Come su msn sta diventando insopportabile l’uso delle emoticons su facebook sta diventando insopportabile l’invito a vampiri contro lupi mannari, lobotomizzati contro ingegneri.

Per questo sono nati strumenti alternativi tipo IgnoreAll , oppure Facebook stesso ha inscluso un sistema per bloccare le applicazioni che ci stanno stressando.

La proposta è, perchè non cominciato ad utilizzare e diffondere un codice di condotta per usare bene facebook?

La popolazione tutta è quindi invitata ad usare con frequenza assidua il tasto “ignore all”, eliminando il più possibile piaghe sociali, gingilli vari e forward selvaggi.

Altresì è invitata a richiedere l’amicizia soltanto di quelli che realmente sono i propri amici, e instaurare un qualche tipo di rapporto via messaggio personale, piccione viaggiatore o telegrafo che sia PRIMA di aggiungere uno sconosciuto wannabe friend.

Si rimanda quindi alla considerazione che anche se l’ennesima applicazione inutile ed indesiderata, per garantire la propria sopravvivenza e diffusione, sprona ogni malcapitato ad invitare all’utilizzo di se stessa tutti i propri conoscenti, amici parenti e lontani cugini NON è un buon motivo per premere ciecamente il tasto “si, sono un pirla, invitali tutti che non vedono l’ora”. Magari il tasto sbaglia.

Coloro che adempiranno a questo invito potranno fregiarsi del bannerino, simbolo di provata lealtà alla netiquette ormai perduta.

use responsibly

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