Citizenfour.

C’è una battuta in KickAss che mi fa sempre molto pensare: “Geez, guys, doesn’t it bug you? Like thousand of people wanna be Paris Hilton and nobody wants to be Spiderman”

Che suona un po’ tipo “ma non vi fa incazzare che migliaia di persone vogliano essere Paris Hilton e nessuno voglia essere Spiderman?”

Recentemente stavo pensando una cosa del genere. Non è assurdo che migliaia di persone credano a complotti di qualsiasi genere e poi non sappiano nulla di Ed Snowden?

PS: se ancora non avete visto Citizenfour fatelo ora!

usa il tuo netbook come ebook reader (con linux).

pride

Da qualche tempo guardo con molto interesse agli ebook reader, specialmente al Nook appena sfornato da Barnes & Noble, li ritengo oggetti che in un futuro prossimo saranno sicuramente necessari, ma che al momento hanno un mercato molto limitato, soprattutto in Italia.

È anche per questo, ma soprattutto perchè sono un tirchio schifoso, che mi sono ingegnato per trasformare all’occorrenza il mio eeePC 701.

Cosa serve:

– Un netbook qualsiasi.

– Un sistema operativo decente (Quasi tutte le distribuzioni linux vanno bene, io sto usando Jolicloud sul mio eeePC, che consiglio vivamente per qualunque netbook).

I software che ho deciso di utilizzare sono FBReader e Calibre. Sono entrambi sofware open source e multipiattaforma, quindi se decidete di utilizzare sistemi operativi con le finestre dovrestre trovare delle versioni che fanno al caso vostro.
FBReader è un semplice lettore di file epub, ha le funzioni classiche per cambiare verso dello schermo, zoom, fullscreen etc. Ottima è la gestione della libreria, basta indicare un percorso e fbreader si occuperà di catalogare tutti i nostri ebook presentandoli in un comodo indice.

La parte più interessante però arriva con Calibre. Calibre è un po’ un tutto fare nel mondo degli ebook su pc. Trasforma automaticamente feed RSS in ebook, converte i formati (io converto sempre tutto da pdf in epub, più facilmente leggibile) e anche lui gestisce una biblioteca catalogando tutti i vostri libri per autore (o secondo la numerazione delle biblioteche, fantastico).
Calibre vi sarà molto utile anche se avete un vero ebook reader o anche se leggete i vostri libri con un iPhone, converte in e da tutti questi formati.

Ho usato e affinato questo sistema per circa un mese prima di scrivere questo post (mi sono letto tutto “Il nome della rosa”) e devo dire che non ho notato grandissime differenze rispetto alla lettura classica di un libro, anzi in certi casi leggo molto più velocemente sullo schermo. È una questione di abitudine, ma passata la strana senzazione di reggere un computer portatile come un libro l’esperienza di leggere su un netbook non ha niente da invidiare a costosi kindle e compagni (e-ink a parte, ovviamente).

l'avreste mai detto?

Sui recenti fatti Iraniani molto si è detto e molto si è scritto. I media tradizionali hanno dovuto abdicare ai social media il lavoro di reporter  diventando commentatori di notizie fornite da altri. È forse la prima volta che questi ruoli si invertono e devo dire che non trovo affatto sia un male. Il giornalismo ha mostrato i suoi limiti, l’informazione online ha mostrato i suoi pregi.

È un’ottima base, a parer mio, su cui costruire l’informazione di domani, soprattutto pensando alla crisi dei giornali.

Un’altro spunto interessante sull’informazione online è il tema del controllo delle fonti e dell’aggregazione dei contenuti. La quantità di informazioni che arrivano dall’Iran è mostruosa, su twitter il tag #iranelection genera quasi 200.000 entry al minuto. Da qui comincia il lavoro di semplici cittadini che setacciano le informazioni alla ricerca delle più significative. È ovviamente un lavoro improbo e in qualche modo parziale, ma viene fatto in modo eccellente. Alcuni esempi sono l’Huffington PostAndrew Sullivan su the atlantic e Robin Sloan.

Citando una frase di John Hodgman (il PC degli spot Mac vs PC) in un recente discorso davanti al presidente Obama:

Avreste mai pensato di vedere il giorno in cui il destino dell’Iran sarebbe stato “legato ai cicli di sonno dei manutentori di Twitter e Youtube”?

Io, sinceramente, no.

Luca Sofri

Perché ormai qualunque modello, qualunque messaggio, qualunque trasmissione di valore, di insegnamento, di esempio, è trattato come tentativo di “imporre agli italiani i parametri” di qualcun altro. Non solo nessuno “accetta lezioni“, ma nessuno è più in grado di ammettere l’esistenza di cose giuste e cose sbagliate, in nome di una politically correctness di destra (ma anche di una sinistra fascista) per cui qualunque proposta di miglioramento delle cose è respinta come “imposizione di parametri”. Tra poco persino le leggi democraticamente votate saranno “imposizione” di un’opinione diversa, sopruso. La Costituzione già lo sta diventando. E dire che esistono modelli e comportamenti migliori di altri è “elitario” e sintomo di pretesa “superiorità morale”. Come la sciocca espressione di piccoli litigi infantili “tu vuoi sempre avere ragione”, che implica che ci sia qualcuno che invece a volte vuole avere torto.

(via wittgenstein)

Notizie che non lo erano.

Ha fatto molto scalpore quello che i telegiornali hanno chiamato il “down” di google. In realtà google non è mai caduto, non ha avuto alcun problema tecnico. Il malfunzionamento, durato circa 15 minuti, riguardava semplicemente il controllo malware. Si è trattato di un errore umano della società (stopbadware.org) che scova e gestisce per conto di google siti maligni. Durante un aggiornamento della lista nera dei siti pericolosi, per un errore umano appunto, è finito il simbolo / che in informatica rappresenta la “root”, la radice. In pratica la società esterna ha detto a google che tutto l’albero era marcio. E’ stato un errore umano. Inutile fare tanta dietrologia.

Ha fatto altresì scalpore la notizia che facebook utilizzerà i dati personali degli utenti per ricerche di mercato diventando di fatto il più grande database per le ricerche di mercato. In realtà questo è alquanto ingigantito.  Randy Zuckerberg, sorella del fondatore, si riferiva agli Engagement Ads, già discussi e ridicolizzati su questo blog.

wardriving 4 dummies

Uno dice, faccio wardriving. Vabbè, ma quante reti wireless vuoi trovare  in un paese di 4000 abitanti scarsi, dove si e no la gente sa a malapena che internet esiste?

e invece

wifi
pieno centro di trichiana, con il mio eeePC (e ubuntu intrepid)

Ok, delle tre reti libere non ne parliamo neanche. Ma delle due con i parametri di default? Almeno cambiate la password no?

tristezza d'interessi

Può darsi, ed è molto probabile, che l’armonizzazione dell’iva a Sky sia cosa buona e giusta. Può darsi anche che una qualche forma di regolamentazione possa essere data alla rete internet, con i dovuti paletti che Obama sembra aver colto abbondantemente.

Rimane il fatto, orribile per un paese civilizzato, che non possiamo rallegrarci per interventi anche giusti operati dal nostro governo a causa del premier. L’ombra di un conflitto di interessi aleggia costantemente e avvelena tutto. Se il presidente del consiglio non avesse le televisioni, avrebbe così celermente rispettato la richiesta europea di armonizzare l’iva? Se internet non fosse il principale rivale del mezzo televisivo, il presidente del consiglio richiederebbe davvero al G20 una legge per regolamentarlo?

Questa è la tristezza in cui siamo costretti a vivere.

la guerra ha inizio.

Questo non me lo dovevano fare.

In risposta, offro supporto gratuito a chiunque abbia bisogno di impostare gli OpenDNS sul proprio router o sul proprio pc.
Insegnamo a questi ignoranti il concetto di “rete neutrale”.

Ah, mi pare ovvio che ai giornali italiani la notizia è completamente sfuggita.