Loser

Anno 1996 o giù di lì.

Il mio alter ego raccoglie i propri cd più brutti (leggi: roba di cui si vergogna come un ladro) e si dirige in un negozio di dischi per scambiarli. Ne uscirà di li a poco con una copia di Mellow Gold di Beck.

How about that for a change?

Quella cosa sul taglio di capelli è vera

Conoscete quella sensazione che si prova quando si sbaglia strada? Quando perdi la tua uscita e sai che il posto in cui dovevi e volevi così tanto andare è da un’altra parte? Aggiungeteci un compagno di viaggio che anzichè girare la macchina continua a dirvi che “anche di qua non è tanto male” e “magari questa strada porta a dove volevi tu”. Conoscete questo panico misto a rabbia?  Lo spaesamento che diventa malinconia?

Bene, allora forse potete capire cosa provi io dallo scioglimento degli Oasis in poi. In poche parole: È tutto sbagliato. Non mi interessa se le canzoni post scioglimento siano belle o no, per me sono come quelle cose che vi capita di vedere sulla strada sbagliata: saranno belle fin che volete, magari sono anche meglio, ma voi volevate andare da un’altra parte. E quello che fa rabbia è che in tanti siano lì a dire quanto sia bella la strada sbagliata, a dire cose tipo “meglio così”.

Mi è stato detto che questo atteggiamento è un po’ infantile, tipo mettere il broncio. A parte che tutta questa storia nasce proprio perchè due persone si stanno comportando da bambini, ma se essere dispiaciuti perchè una cosa importantissima della propria vita non esiste più e voler soltanto tornare indietro è comportarsi da bambini, allora che sia.

Per quasi due anni della mia vita ho ascoltato solo gli Oasis, ma veramente solo loro, esclusivamente. Ho imparato a fare i primi siti web realizzando un fan site degli Oasis nel lontano ’98 (si chiamava “the band in the dirty shirt”, giuro che se esiste ancora vi passo il link). Ho imparato a suonare la chitarra perchè volevo suonare le loro canzoni, del tipo che al mare attorno al falò mi dicevano “ma tu sai suonare solo canzoni degli Oasis?” – e io – “Si”. Che poi la chitarra l’ho comprata non perchè fosse buona o suonasse bene, ma perchè Wonderwall e Whatever venivano uguali precise identiche. Gli Oasis sono una delle discriminanti quando conosco una persona. Se ti piacciono parti bene. Se non ti piacciono è meglio che tu sia una persona veramente interessantissima o ciao. Molto di quello che sono si deve a loro, taglio di capelli compreso.

Ecco. E secondo voi dovrei mettermi ad ascoltare gli occhi luccicanti e gli uccelli volanti? Dai.

Tema: “La mia collezione di dischi”.

Mi aggrego all’iniziativa di Bastonate

La mia collezione di dischi non è molto grande ma secondo me è molto bella.
Per anni la mia collezione di dischi si è potuta tranquillamente riassumere con la discografia completa degli oasis, singoli compresi (e ad oggi possiedo ancora tutti i loro dischi). Sì, ascoltavo anche altre cose e possedevo anche dischi diversi ma erano più che altro dei palliativi tra un disco degli oasis e l’altro.

Poi nel 2000 o giù di lì qualcosa è cambiato, gli oasis han fatto un disco un po’ di merda (di cui comunque salvo un paio di pezzi) e avevo assolutamente bisogno di qualcuno che mi facesse ancora amare il rock ‘n’ roll. Puntuali sono arrivati gli Strokes e Is This It è un disco di cui vado molto fiero perchè ha segnato, e molto, la mia collezione. Chiaramente è anche l’unico che le mie sorelle hanno pensato bene di perdermi.

Intanto il tempo passava e le mie abitudini cambiavano, non spendevo più un capitale in riviste musicali per sapere che dischi comprare ma li scaricavo e poi decidevo i migliori da acquistare (ad oggi faccio ancora così). E così sono arrivati gli Shins, gli Arctic Monkeys e i Band of Horses, tanto per fare qualche nome.

Ecco, la mia collezione di dischi sta in poco spazio ma mi piace tanto.

I hear you knocking at my door and I can’t sleep at night

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=e6QnK0yql8s&w=580&h=32 ]

È notizia di qualche giorno fa che gli Stone Roses torneranno insieme per qualche altro bel concerto. No, lo so che arrivo tardi ma il motivo del post è un altro: è un modo per parlare di musica. Ho scoperto gli Stone Roses dopo la metà degli anni novanta, con un percorso molto simile a tutti quelli che in quegli anni ascoltavano gli Oasis e che volevano addentrarsi nelle loro influenze, del resto Liam l’ha detto infinite volte che Ian Brown è sempre stato il suo modello sul palco.

Beh insomma, siamo negli anni novanta in una cittadina di provincia in cui esistono solo due negozi di dischi di cui uno tratta principalmente hard rock e l’altro scialbo Pop: Praticamente impossibile trovare un disco di questi Stone Roses. Li trovo sul catalogo di Nannucci, che per chi non lo sa era un mega negozio di dischi di Bologna con prezzi molto popolari e che vendeva per corrispondenza, ma sono uno studente e i dischi da prendere sono già tanti e rimando l’acquisto a tempi finanziariamente migliori.

Finchè  un  giorno arriva Napster e mi ricordo di Ian Brown e soci. Come al solito cerco il nome della band, ordino in base alle fonti e metto a scaricare i primi 3 pezzi per conoscerli un po’ (oh, a 56k bisognava pur ottimizzare in qualche modo). Uno però mi colpisce, è tipo al quinto o sesto posto e si chiama “I Am the Resurrection”, lo scarico solo per il nome e diventa il mio pezzo preferito in assoluto. Sono praticamente due canzoni fuse insieme, la prima parte molto pop e la seconda fatta solo di basso e batteria. E improvvisamente capisco dove Verve e Oasis abbiano preso gran parte del loro sound.

Qui sopra c’è quella canzone che pochi citano ma che per me è la più bella.

A Great Day

Ci siamo, da oggi fino a non so quando il nuovo disco dei Canadians, “The fall of 1960” è in streaming qui su bazinga come su altri 50 e più blog/tumblr/etc (lo trovate qui a destra, se leggete da feed magari fate un salto).

Chi sono i Canadians?  per farla breve, sono quello che la musica italiana dovrebbe essere. “MTV Best new act 2007”, “SPIN Artist of the day” e vincitori dell’Heineken Jammin’ Contest 2006, primo gruppo italiano recensito da NME e visto che ricorre in questi giorni, performer al SXSW 2008. Vi basta? dovrebbe.
Come per “A Sky with no Stars” i Canadians ci scombussolano (ma per puro caso, eh) le stagioni, rilasciando in primavera un disco dal titolo autunnale.

Ho letteralmente consumato il loro primo album a forza di ascoltarlo, di questo avevo già sentito qualcosa e sono contento di sentire che anche il resto dell’album è allo stesso livello. Al momento mi sento di consigliare, su tutti,  “A Great Day“, “Leave No Trace“, “Yes Man” e “The richest Dumbass in the World“.  Mi ha fatto cominciare alla grande la giornata e la settimana, spero possa farlo anche per voi.

Se poi il disco vi piace, beh, basta aspettare il 9 aprile per trovarlo nei (migliori) negozi di dischi, io non me lo perderò di sicuro.

update: Dopo svariati ascolti ho votato come miglior pezzo “Rain Turns Into Hail (And Then The Sun)” quindi aggiungetela ai consigli. Contiene anche un riferimento all’immenso Burt Bacharach. (Poi, vabè, c’è un anche una leggenda metropolitana che vuole che il testo non dica “please come back” ma “this scumbag”).

gossip e frivolezze

Nonostante l’hype mediatico, Britney non è affatto tornata in auge. Non con quel culo. Encomiabile in ogni caso lo sforzo, fermo restando che  gli ultimi MTV awards sono regalati e i problemi personali e finanziari permangono. Del resto il circo mediatico ha bisogno della sua regina, e in tempi di magra, in cui neanche Madonna riesce  a essere Madonna, Britney pare essere l’unica erede. “Womanizer” sta un gradino sopra “I’m a slave” ma insomma, non è “Ooops, I did it again”.

“Hot ‘N’ Cold” di Katy Perry è decisamente orecchiabile e nonostante il testo scarso è decisamente meglio di “I Kissed a Girl”. Potrei anche quasi dire che come canzone mi piace. Picchiatemi con una mazza da baseball sui denti, perchè non me ne capacito. Ad ogni modo, tesoro mio, fai qualcosa per quei capelli.

Nelle recenti e rinnovate diatribe tra Jennifer Aniston e Angelina Jolie parteggio per la Aniston, tutta la vita.

Bridget di Beautiful è la persona più sfigata del pianeta. In una soap in cui ogni donna ha almeno due pretendenti, lei, unica persona normale e fedele, se li fa portare via dalla madre, zia, cugina di turno.

Non mi facevate così frivolo eh. Neanche io. Ma qua i livelli delle conversazioni calano a picco e bisogna pur tenersi aggiornati.

canzoni tristerrime

Luca Sofri ha fatto involontariamente partire una bella discussione sulle canzoni più tristi.
Ho pensato un po’ se fare un post anche io, ma dopo Macchianera non posso più esimermi. Concordo con Paolo Madeddu, Tapparella è una canzone tristissima. E’ ancora più triste il fatto che faccia ridere voi. Stronzi.

In ogni caso, la mia Hit Parè come la chiamava Elio è:

1) The Beatles – Eleanor Rigby
2) Radiohead – Let Down
3) Verve – The Drugs Don’t Work.
4) Coldplay – In My Place
5) Cesare Cremonini – Marmellata #25

So che l’ultima vi ha lasciato di sasso, ma pensate al testo: “da quando Senna non corre più, da quando Baggio non gioca più, oh no no, da quando mi hai lasciato pure tu, non è più domenica”. Per un momento pensi veramente che non esista un motivo valido per vivere. (Si ok lasciamo stare che la musica è copiata da “vegetables” dei Radiohead.)