Bazinga!

I am Marco, an italian web designer, a tv show addicted and a music lover.

and once again you've fallen for one of my classic pranks. Bazinga!

Film che ho visto quest’anno e di cui voi non sentivate certo la mancanza

In attesa di sfornare le compilation che, diciamocelo, tutti state aspettando, avevo in mente di fare una classifica dei film che ho visto quest’anno. Poi però pensandoci bene mi stava antipatica l’idea di fare una classifica e in più c’è da dire che quest’anno ho visto anche qualche film vecchio che vorrei consigliare e mi par brutto non metterlo qua.

Ecco, però, c’è un problema. Non ho tanta voglia di stare li a fare tutto per bene quindi faccio una lista un po’ alla buona e se mi viene metto qualche commento, sennò vi tenete il titolo del film che è già tanto, ok?

  • Inception (è per il prossimo decennio quello che Matrix è stato per quest’ultimo)
  • Somewhere (ho letto tanti pareri contrastanti, a me è piaciuto)
  • Away we go (in Italia arriverà come “american life”, solite traduzioni infelici)
  • The Social Network (è il film dell’anno. davvero, spettacolo)
  • The Greatest (lacrimoni e Carey Mulligan) (questo è il re delle traduzioni infelici, da me snobbato per lungo tempo per colpa del titolo)
  • Zombieland (wow!)
  • Scott Pilgrim Vs The World (quasi film dell’anno!)
  • Kick Ass (in italia è censurato, procuratevelo se vi piace il genere!)
  • Everybody’s Fine (Un cast azzeccatissimo, una colonna sonora stupenda)

Altri film visti quest’anno (ma sono vecchi in realtà) e che mi va di consigliare in ordine sparso:

/ An Education / A Single Man / The Blind Side / Up in the Air / Going The Distance

Ecco dai, c’è di tutto: commedie, cose serie, cose tristi, fantascienza e cose tratte da fumetti. Dovrebbe bastare così.

No, no, un momento. Fermi tutti.

Come possessore del dominio bazinga.it mi sento in dovere di dare il mio parere su the big bang theory in italiano: fa cagare.

Qui trovate le puntate in lingua originale. Qui i sottotitoli in italiano. Fatevi e fateci un piacere: guardatela in lingua perchè Soft Kitty cantato in italiano non si può proprio sentire.

fare posto

È un po’ come quando tua sorella invita qualcuno a cena senza dirtelo. Che sei lì che non sai se quello che volevi cucinare basta per una persona in più. Sarà poco? Sarà troppo? Piacerà?  Ma poi tu volevi fare il bis, ma uff, ma chi sono ‘sti estranei?  Però fai posto a tavola. Eh, ci si stringe un pochino, dai. Magari impachetti anche le cianfrusaglie che hai per casa, che nessuno si scandalizza, ma pare brutto ‘sto disordine, no? Poi ceni, e ridi e scherzi. E magari il bis lo fai insieme all’ospite. E ti senti un po’ stupido perchè t’eri fatto problemi per niente.

Io non sono bravo a fare posto. Sono bravo a riempirlo col disordine, quello si. Sono bravo a tenermi occupato, a riempire il niente col niente. Però sto impacchettando cianfrusaglie. Svuoto la soffitta. Da qualche mese sto facendo posto a qualcuno e non so se basta, perchè chissà quante valigie si porterà, chè si fermerà un bel po’. Almeno io ci spero.

recappa che ti passa

Ci siamo: agosto sta finendo e pian piano ricomincia la routine quotidiana. Con lei ben presto dovranno ricominciare tutte quelle piccole cose che questa routine ce la fanno sopportare. Per me tra queste piccole cose ci sono  le serie tv. Ne guardo in quantità spropositata e mi ci vuole una grande organizzazione per rimanere al passo con tutte le 20 e più che seguo:

Leverage, Hung, Pretty Little Liars, White Collar, Weeds, Chuck, Community, The Big Bang theory, Gossip Girl, Life Unexpected, Dexter, House, How i met your mother, Cougar town, V, Glee, Grey’s anatomy, Fringe, Eureka, Blue Mountain State, Happy Town, Defiying gravity, The IT Crowd, 30Rock, Breaking Bad, (lost, battlestar galactica, Flash Forward, Heroes). *

Terminate:

Lost è finito, per sempre. Alcuni sono ancora perplessi, amareggiati o incazzati per il finale. Io sinceramente no e non so spiegare bene perchè, mi è sembrata la giusta conclusione e non ho trovato così irritante che non abbiano spiegato tutto tutto tutto. Heroes è finito senza che ce ne accorgessimo e non ci mancherà, la quarta stagione è stata una porcheria inguardabile (si, anche prima eh, ma la quarta di più). Flash Forward, beh, c’è anche da commentare? (Battlestar Galactica è finita da un anno e mezzo ma mi manca tanto e l’ho messa per questo).

In corso:

Con Hung sono indietro, ho visto poco della seconda stagione ma non mi sembra male. Weeds uguale, mi manca mezza quinta ed è appena ricominciata la sesta stagione. Leverage ormai lo guardo solo per Hardison/Parker, impalpabile. Pretty Little Liars è un po’ moscia, ma in estate come palliativo ha il suo perchè. La seconda stagione di White Collar mi piace parecchio, la prima è stata per molti versi una rivelazione dell’anno scorso. Non so quanto durerà ma al momento è molto godibile. Chuck immenso (ma la terza stagione non è stata la migliore). Dexter, all’alba della quinta stagione, potrebbe addirittura migliorare la perfezione che è stata la quarta (se avete visto il season finale sapete perchè). In discesa Gossip Girl (due palle la terza stagione). Di Life Unexpected ho già parlato bene, Eureka è carino e si fa guardare senza tanti pensieri. Blue Mountain State è una porcata ma è pieno di figa. Cougar Town è carino e senza tante pretese.

Breaking Bad sarà trasmesso in Italia su Rai4 a settembre, io sono alla seconda stagione ma al momento mi sembra una delle serie più belle degli ultimi anni (per me sta un pelo sotto Dexter, e ho detto tutto ).

I medical drama come House e Grey’s Anatomy ce le hanno un po’ frantumate ma entrambi hanno avuto degli eccellenti finali di stagione e quindi anche quest’anno staremo lì incollati (due parole le spendo per il finale di Grey’s Anatomy, dopo 10 minuti stavo fisicamente male per la tensione, Tatiana sa di cosa parlo).

Il filone sci-fi sta un po’ male. V non è brutta, ma non è neanche all’altezza di altre serie del genere, credo che molto dipenderà dalla seconda stagione che comincia a novembre. Fringe, invece, gode di ottima salute. Quest’anno è partita come al solito in sordina, poi a 2/3 di stagione ha sterzato di brutto finendo in un crescendo culminato con una puntata colpo di scena in cui molti di noi hanno urlato “lo sapevo!!!!” sul divano. Sempre grandissimo Noble nella parte di Walter Bishop.

Le comedy invece stanno benissimo. Community è stata la mia preferita quest’anno. Clamorosa. Uno scandalo che non sia stata candidata a nessun Emmy. Le altre, The Big Bang Theory, How i Met your Mother e 30 Rock (che ho cominciato e finito quest’estate) sono un po’ calate rispetto al passato (HIMYM più di tutte). The IT Crowd ha avuto una grande quarta stagione, pochi cazzi. Discorso a parte lo merita Glee, il più grande successo televisivo della passata stagione (no, davvero, lo so che non capite come, ma a quanto pare è così). È partito bene e fino alla pausa di metà stagione era anche carino. Poi, visto il successo, hanno preso quelle tre cose che lo caratterizzavano e lo rendevano gradevole e le hanno usate in continuazione fino a renderlo una sostanziale porcheria. Se decidete di vederlo per cultura personale potete fermarvi alla 13esima puntata.

Nuove:

Le mie scelte per la nuova stagione al momento stanno cadendo su Undercover e Shit my dad says con The event e No ordinary family come opzioni, ma in realtà potrebbero fare schifo dopo 2 puntate e quindi deciderò in corsa come al solito (anche in base ai risultati degli Emmy di domani notte, se Modern Family vincerà best comedy mi toccherà vedere che cos’ha di così bello).

Link utili:

tvcountdown – Le puntate in uscita delle vostre serie preferite (registratevi, conviene!).
eztv.it – Tutti i torrent di tutti gli show. Devo dire altro?
itasa e subsfactory – sottotitoli in italiano per chi ha bisogno e solo tanti, tanti grazie a questa brava gente.

* in corsivo le serie con cui non sono in pari.

di quella volta che ho smesso di fumare e ricominciato a vivere.

Io vorrei raccontarvi di che otto volante sia diventata la mia vita da quando ho smesso di fumare due mesi fa. Giuro.

Vorrei dirvi di come, quasi da un giorno all’altro, ho deciso di cambiare tutto per non cambiare niente. Ma come si fa? da dove si comincia?
Dovrei parlarvi delle persone che mi sono state vicine e di quelle che non ci credevano. E delle volte che mi son detto “se riesci a fare questo puoi riuscire a far tutto”.
Dell’autostima in costante risalita. Della salute improvvisamente ritrovata e delle corsette che adesso sono diventate un appuntamento quotidiano. Dei chili persi e di jeans troppo larghi.

Posso provarci a raccontarvi queste cose, ma non sono capace. E allora fatevi bastare il titolo, che la dice lunga.
Qua si continua a lottare.

Compleblog III

Questo blog, contando le sue varie incarnazioni (prima di là e poi qua), compie 3 anni (li ha compiuti qualche giorno fa in realtà, ma è uguale).

In questi stupendi tre anni, questo blog non è riuscito a raggiungere nessuno degli obbiettivi che si era prefissato per un motivo molto semplice: non si era prefissato nessun obbiettivo.
Però mi ha fatto conoscere tanta bella gente che trovate linkata qui a fianco (ho aggiornato il blogroll per l’occasione) e tanto mi basta.

Grazie a chi è passato di qua, a chi ha letto, a chi ha commentato, a chi si è trovato d’accordo e a chi avrebbe voluto spaccarmi la faccia per quanto mi sbagliavo. Grazie anche a te che sei qui perchè cercavi “bazinga” e non capisci che c’azzecchi questo blog (adesso poi che comincerà The Big Bang Theory su Italia1 forse è il caso che mi prepari all’invasione).

Grazie a tutti.

D’accordo, i professori Vinson

Due post in meno di 24 ore, roba da non credere eh?

Io non lo so se questo blog serve a qualcosa. Ci penso spesso, alla fine tante delle cose che scrivo qui sono dette un po’ tra me e me, tanto varrebbe pensarle e basta senza fare la fatica di scriverle qui in italiano un po’ stentato. Poi mi ricordo di una cosa che ho letto ne “il Giovane Holden” che fa più o meno così:

“D’accordo, i professori Vinson. Non appena ti sarai lasciato dietro tutti i professori Vinson, allora comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo, e se sai cercarlo e aspettarlo, a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l’altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d’incitamento e di stimolo. Molti, moltissimi uomini si sono sentiti moralmente e spiritualmente turbati come te adesso. Per fortuna, alcuni hanno messo nero su bianco quei loro turbamenti. Imparerai da loro…se vuoi. Proprio come un giorno, se tu avrai qualcosa da dare, altri impareranno da te. E’ una bella intesa di reciprocità. E non è istruzione. E’ storia. E’ poesia.”

Io non mi ci metto neanche vicino a tali grandi uomini, per carità. Però lo spirito c’è.

cose che cinque anni fa non avresti creduto possibili e invece.

Venerdì ero fuori con 4-5 amici. Poi il tempo incerto, la tirchieria, la pigrizia e vai a sapere cos’altro ci ha portato a bere un paio di birre a casa di quest’amico.

Voi direte, embè? No, niente, il punto non sono le due birre o che ci siamo divertiti un mondo, ma che l’intrattenitore della serata è stato il nostro amico Web.
Davvero. È cominciato perchè volevo mettere i Beach Boys e non li aveva, allora ho preso il suo macbook e li ho trovati su youtube. E insomma guardi uno o due trailer e poi un video scemo e passano le ore. Finchè si finisce su chatroulette e ci passi un’ora a ridere (chatroulette da soli è una merda, ma in compagnia, cazzo, è da morire dal ridere).

Insomma io ci ho pensato a questa cosa, che scritta così in realtà non ha mica niente di speciale, se non fosse che noi tipo cinque anni fa, in serate identiche a questa e successe mille volte, accendevamo la TV.

Poi dice che non cambiano i tempi, eh.

no è che…

Lo so che ti ho trascurato caro blog. L’ho capito quando ho messo la password e tu m’hai risposto con “ah, sei tu? cazzo vuoi?”.
Nei prossimi giorni avrò un po’ più di tempo e allora magari scrivo qualcosa, ok? Giuro. Promesso. Scusa scusa scusa.

Dai, già che ci sono lascio qui questo pensiero che mi è venuto l’altra sera, che su twitter non ci sta.
Mercoledì stavo guardando quel programma su rai3, quello sui delitti passionali. Poi ho ripensato agli articoli di giornale di questi giorni, sempre sui delitti passionali.
Ecco, volevo solo dire che secondo me che quegli stronzi lì avessero la morosa e io (per esempio) invece no, beh, è la prova lampante che questo mondo sta andando un po’ alla rovescia.

pensieri sparsi sul software libero e altre cose.

Lo so che non scrivo da un mese e più. Avevo altre cose per la testa e questo post lungo era una di quelle. Abbiate pietà.



Non so come verrà questo post, lo scrivo un po’ di getto, mettendoci dentro tutto quello che mi viene in mente.
È una specie di riassunto di tutto quello che penso sul software open source, sul perchè lo uso e perchè dovreste usarlo anche voi.

Perchè uso esclusivamente software libero per quello che devo fare tutti i giorni? Perchè è giusto, ed è meravigliosamente bello fare la cosa giusta.
Io la so già la vostra obiezione, “eh, sì, giusto secondo te”. No, è giusto, punto.

Portiamo un esempio, per semplificare.Quando parliamo di politica, elezioni e tutto il resto, cos’è che diciamo sempre? Diciamo che l’elettorato dovrebbe essere adeguatamente informato da una stampa libera prima di votare, che l’offerta politica dovrebbe essere varia e trasparente per rappresentarci al meglio, diciamo che la legge elettorale è (giustamente) una porcata, che il cittadino ha il diritto di scegliere i propri rappresentanti e che una semplice croce su una lista decisa in qualche stanza dei bottoni da un partito non basta, non va bene. Quando queste cose non si verificano parliamo di “popolo bue”, di televisioni che addormentano le coscienze, di libertà di stampa in pericolo, di tante cose giuste. Poi però se si parla di informatica tutti questi buoni propositi scompaiono e diventa accettabile che una compagnia produttrice di software decida per noi, le scelte obbligate e i pulsanti unici diventano “semplicità”, il “lavaggio del cervello” fatto al “popolo bue” diventa una “grande strategia di marketing”.

“No vabbè, ma non è la stessa cosa. La politica è una roba importante, a me dell’informatica interessano quelle due cose che mi servono per fare quello che devo fare, senza tanto sbatti”, dirà qualcuno.
Non so voi, ma io la prima cosa che faccio la mattina è accendere il computer. Se devo andare da qualche parte guardo la mappa sul web, se devo trovare un informazione chiedo a google, se ascolto musica o guardo un film lo faccio sul computer, per tenermi in contatto con gli amici uso il computer o lo smartphone, che è un computer anche quello alla fine. Se devo cucinare una cosa cerco la ricetta su internet, le foto delle vacanze le scatto con una fotocamera (che dentro ha un miniprocessore e un sistema operativo) e poi le salvo sul computer. Il mio conto corrente, i voli arei, gli orari dei treni: tutta roba che consulto su un computer.
Lasciamo perdere il lavoro, ma anche quello lo faccio al computer. Senza tutta questa roba qua, io (ma anche voi, ammettetelo) sarei ancora io?

Siete ancora convinti che l’informatica non sia una cosa importante?
Allora, visto che è una cosa importante bisogna trattarla da cosa importante. Le cose importanti, si sa, richiedono un po di sbatti.
Richiedono di pensarci su un po’, di scegliere e di capire qualche meccanismo. Insomma richiedono di usare la testa, non di premere un tasto e vivere inconsapevoli.

Cos’ha il software proprietario che non va? Una cosa sola fondementalmente: è in mano a qualcun altro, io al massimo lo posso utilizzare secondo regole decise da altri.
Facciamo un esempio, così è più facile:
Qualche anno fa, non millenni fa, esisteva un software di disegno vettoriale spettacolare, si chiamava Freehand.
Questo Freehand era di proprietà di una società chiamata Macromedia (hey, si è accesa una lampadina? bene, tornerà fuori poi) ed era uno dei migliori software in circolazione, meglio anche di Illustrator (di Adobe). Poi un giorno Adobe ha pensato di comprarsi Macromedia e con una politica di buy and bury dopo aver importato in Illustrator alcune funzioni ha chiuso lo sviluppo di Freehand. È semplice, Adobe ha un concorrente. Adobe compra il concorrente. Adobe uccide il concorrente.
Se Freehand fosse stato open source oggi sarebbe vivo e vegeto, qualcuno avrebbe continuato lo sviluppo (cambiandone il nome in cicciohand o vattelapesca) e gli utenti non sarebbero li a frignare .

A leggere questa storia, non vi cagate un po’ in mano pensando che un giorno qualcuno, solo perchèsi compra Adobe, possa chiudervi il vostro photoshop con cui ritoccate le foto, così, per puro divertimento? (Io, se avessi qualche miliardo di dollari a disposizione lo farei solo per il gusto di farlo, per dire).Questo è il problema principale del software proprietario e di contro la bellezza del software libero. Il software che uso è mio, quello che usate voi è in balìa del mercato azionario, dei colpi di testa di qualche riccone, di roba che nessuno può controllare. Quanti di voi sarebbero persi senza la suite di Adobe?

Parlo di Adobe non a caso. È storia di questi giorni il tiro incrociato che Apple prima e Microsoft poi stanno facendo contro Adobe e una delle sue tecnologie: flash (che Adobe ha comprato da Macromedia! Funny, uh?).
Ora, da un lato è giusto abbracciare lo standard HTML5 e mollare flash dove non serve più (seppure fa ridere sentirli parlare di open web mentre spingono il codec H.264 che è proprietario), dall’altra è bene pensare che Adobe risponde a leggi di mercato che esulano da quanto buono è il software che produce, purtroppo. Lo scenario possibile è che Adobe venga punita in borsa in una misura ben oltre le sue colpe, riducendo le risorse per lo sviluppo di, esempio a caso, illustrator.
Oppure potrebbe essere acquisita da una compagnia più grossa, prendendo strade che possiamo solo immaginare (sviluppo solo per sistemi Windows, sviluppo solo per sistemi Apple, chiusura della sezione CS. Sono tutte cose già successe ad altri software, niente di strano). Microsoft ha le risorse per farlo anche domani mattina, chiudendo lo sviluppo per sistemi apple avrebbe in mano un grimaldello pesantissimo per riconvertire milioni di persone da Mac a Windows (e windows crackato, lo ricordiamo, è illegale e no, non è gratis) (paura, eh?).

Suppongo che alcuni non siano più tanto convinti dell’assoluta bontà delle dichiarazioni di Steve Jobs.

Il bello del software libero non è solo che è totalmente estraneo a queste questioni, anzi, ne è di fatto la cura. Questo blog funziona grazie a un server Linux, su cui gira un server web libero di nome Apache, con un linguaggio libero chiamato PHP, usa un DBMS (per umani, un database) libero che è MySql e una piattaforma anch’essa libera chiamata WordPress. Queste cose, oggi, sono il NonPlusUltra in questi ambiti (e già questo dovrebbe farvi pensare un pochino) . Perchè se domani Oracle decide che MySql è suo e si paga e ciao ciao codice, basta prendere la versione precedente che per licenza rimane open e una comunità di volontari porterà avanti un altro MySql. E così per tutti gli altri componenti. Semplicemente.

Questo introduce un altro bell’aspetto dell’open source. La comunità. Il mito narra di volontari che sviluppano codice per puro divertimento. In realtà non è proprio così, i progetti più grossi hanno dietro importanti finanziatori che però si affiancano alla comunità, sempre. Chi ha provato a far tutto da solo ha fatto un fiasco terribile (Corel con un suo linux, all’inizio del decennio). Il supporto per l’utilizzo di un applicazione, per la segnalazione di bug, per la richiesta di nuove funzioni che c’è nel mondo open source non ha eguali nella sua controparte chiusa. Provate a segnalare un bug a Apple, vi risponderà con una frase che è diventata una barzelletta: “it’s not a bug, it’s a feature!”.

C’è un altro mito da sfatare sull’open source che però ha un fondo di verità. Avere il codice disponibile permette di modificarlo a proprio piacere. È chiaro che non tutti sono in grando di modificarlo e di farlo funzionare, e per queste persone avere o no il codice è indifferente, ma non è questo il punto. Il punto è che qualcuno, da qualche parte, può modificarlo e renderlo disponibile. La modifica che ti serve potrebbe arrivare da qualcuno che ha la tua stessa esigenza. Questo blog l’ha già fatto in passato, ho compilato e rilasciato una versione di pidgin modificata per supportare il nuovo protocollo msn, non solo, ho fornito le istruzioni perchè chiunque, in pochi semplici passi, potesse farlo da solo. La stessa cosa la stanno facendo tanti altri, con altrettanti software.

Questa forse è la parte più controversa e a volte diventa una pecca. Una comunità con una libertà sconfinata genera anche sprechi. Non è strano vedere “fork” cioè versioni alternative di un software che vanno ognuna in direzioni diverse, a volte reinventando la ruota in due modi diversi. È vero, a volte il risultato è solo confusione, ma in molti casi è una ricchezza inestimabile. Senza il fork del vecchio netscape (poi mozilla) oggi non avremmo Firefox, tanto per fare l’esempio più famoso. Senza il fork di KHTML (che è un motore per web browser inventato da chi sviluppava l’interfaccia grafica KDE) oggi non avremmo webkit, che è il motore che sta sotto a Safari e Google Chrome. E potrei continuare per ore.

Non è tutto rose e fiori. Quasi tutti i software hanno soluzioni open di tutto rispetto, se non migliori. Ma Gimp non è ancora Photoshop (ma alcune funzioni nuove di ps gimp le ha da anni), Inkscape non è ancora Illustrator. I software di montaggio video, al momento, sono una cosa imbarazzante. Ardour non è ancora Logic. QCad non è Autocad. Ma ci stiamo arrivando, piano piano. Per arrivarci non c’è solo bisogno di gente che sviluppa, no. C’è bisogno di gente che ne parli e prenda coscienza che c’è un mondo là fuori e che non è fatto solo di software di proprietà di qualcuno, che capisca che esistono standard che i software proprietari ignorano spingendo i loro. Nella grafica vettoriale lo standard è l’SVG, al massimo, il PDF, non l’AI come Adobe sta cercando di inculcare. L’H.264 non è uno standard open, non importa se Steve Jobs crede il contrario.

Se queste cose succederanno, se questa presa di coscienza ci sarà, usare solo software libero sarà molto più facile di quanto possiate pensare. Gli altri faranno quello che gli pare, ma voi starete facendo la cosa giusta.

NB: non ho nemmeno accennato al fatto che molto spesso il software libero è anche gratis e non a caso. Primo perchè non è necessariamente vero, il software è “free as in speech”, non “free as in beer”. Secondo perchè semmai è la ciliegina sulla torta.
PS: adesso correte a scaricare e installare Ubuntu Lucid Lynx che è uscita qualche giorno fa.

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