Bazinga!

I am Marco, an italian web designer, a tv show addicted and a music lover.

and once again you've fallen for one of my classic pranks. Bazinga!

gwibber 2.0 e qualche consiglio

Chi legge OMG! Ubuntu! probabilmente già lo sà, per gli altri potrebbe essere una cosa nuova, ma spero utile.
Nelle ultime due settimane nel repository di Gwibber, il client twitter (e non solo, gestisce anche facebook, friendfeed, flickr e tantissimi altri, all in one) per Gnome, ci sono stati grandissimi passi avanti. Dopo alcuni passi falsi iniziali, fortunatamente sistemati anche ai bug report del tenutario qui, la situazioni si è stabilizzata e il nostro amato client è finalmente qualcosa di usabile (e degno di essere usato).

So che ci sono molti client twitter per linux, ma a tutti manca qualcosa, i più completi sono per Kde e non si integrano con il mio desktop, cosa che mi dà parecchio fastidio su un’applicazione che sta aperta tutto il tempo.

Gwibber, al momento, manca dell’integrazione con twitpic e simili, il supporto alle liste e altro ancora, ma ha altre funzionalità molto interessanti, su tutte quella che potete vedere nello screenshot, la multi view in stile Tweetdeck. Sarà interessante poi vedere l’integrazione con il famoso “me menu” di Lucid Lynx (Joey di Omg! Ubuntu! ha detto che è una specie di droga postare da lì).

Dopo tante parole, veniamo un po’ ai fatti.
Come installiamo l’ultimissima versione di Gwibber?
E’ facile, apriamo un terminale (non spaventatevi, è che da terminale sono due comandi facili facili, e si prestano molto ad essere riportati qui, la procedura si può fare anche graficamente, ma è luuuuunga)

sudo add-apt-repository ppa:gwibber-daily/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install gwibber

Così facile? si, così facile!

Questo installa l’ultimissima versione di gwibber, viene aggiornata molto spesso e potrebbe succedere che dopo qualche aggiornamento non funzioni, càpita, per questo ci sono persone come me che si prendono la briga di segnalare bug così che a voi non succeda di installare un software che non funziona.

Un po’ di ritocchi al nostro Gwibber!

Gwibber si presenta con quattro o cinque temi diversi per mostrare i tweet, dateci un’occhiata. A me non piacevano molto così mi sono messo lì e ho fatto qualche modifica ai CSS. Adoro le bubbles di tweetie così ho pensato di farne un tema, con molta fantasia l’ho chiamato Tweetie e lo trovate qui.
Per attivarlo scompattate il file nella cartella:

/home/<vostro-nome-utente>/.local/share/gwibber/ui/themes

(create il percorso  se non esiste)

Fatto, adesso il vostro client è un po’ più figo.

Si ma, come attivo la multiview in stile Tweetdeck?

È facile anche questo, avviato gwibber c’è una voce di menù omonima, da quel menù scegliete “New Stream” (o semplicemente fate CTRL + N) a quel punto la finestra si sdoppia e potete scegliere cosa visualizzare con un comodo menu a tendina.

buon divertimento :)

10+ utili consigli per chi si avvicina a twitter

Ho notato che nell’ultimo periodo svariati miei conoscenti hanno cominciato ad utilizzare twitter.  Sò con certezza che non è per la mia opera di evangelizzazione, sono più di due anni che ne parlo più o meno bene e le reazioni sono sempre state molto fredde. Qualcosa deve essere cambiato nell’ultimo periodo, tanto che mi farebbe piacere avere un feedback nei commenti su questo improvviso boom.

Ecco quindi che come feci con facebook l’anno scorso cerco di dare alcuni consigli a chi si avvicina per la prima vosta a questo strumento, sperando in un risultato migliore.

1 – Scegli una lingua in cui twittare e resta con quella (or, as you say, stick with it).

In molti cominciano twittando in inglese, per motivi spesso tra i più disparati e molto spesso, secondo me, sbagliati. Se questa è la tua scelta valuta attentamente i pro e i contro. “Fare rete” con le persone che ti circondano diventa difficile parlando un’altra lingua, specie se a queste persone rispondi in italiano. Il risultato è spesso un miscuglio di italiano e inglese che fa abbastanza pietà.  Il mio consiglio è di twittare in italiano e in casi di estrema necessità (cioè quando quello che scrivi può interessare a non italiani) in inglese. Per farti un paragone, TUTTI i blogger italiani twittano in italiano. Abbiamo twittato in inglese, e neanche tutti, solamente per il terremoto in Abruzzo.

2 – Utilizza un client

I primissimi tweet partono sempre dal web, ed è normale. Ci si sta ambientando ed è meglio non fare confusione. Ma la potenza di twitter si raggiunge utilizzando un client per il proprio pc/mac e soprattutto per il proprio telefono cellulare.

I clienti twitter sono migliaia e funzionano su ogni sistema operativo, mi sento di consigliarne alcuni che ho provato personalmente:

Gwibber (solo per linux), tweetdeck (per windows, mac e linux, funziona attraverso il framework Adobe AIR), twikini per windows mobile, tweetdeck tweetie (iphone), twitterific (mac e iphone). (PS, non ho niente da consigliare per cellulari nokia con symbian, se mi lasciate una dritta nei commenti la aggiungo qui, grazie)

3 – Usa le mentions

se vuoi rivolgerti a qualcuno e vuoi essere sicuro che quel qualcuno legga cosa scrivi utilizza le mentions, cioè inserisci il simbolo @ seguito dal nome utente del destinatario, in quel modo quell’utente sarà notificato del fatto che ti stai rivolgendo a lui. Bada bene, twitter non è un chat, se vedi che il discorso va per le lunghe utilizza altri strumenti.

Per esempio se in un tweet scrivi @radel vuol dire che ti stai rivolgendo a me, io leggerò quello che scrivi anche se non ti seguo.

4 – Utilizza i direct messages

Se devi comunicare con i tuoi amici, soprattutto per comunicazioni private tipo “vieni da me?” “ci troviamo in piazza” utilizza i messaggi diretti, non le menzioni. Utilizzare i messaggi diretti è facile basta scrivere d nomeutente messaggio che vuoi inviare e quel tweet sarà visibile solo dall’interessato. Attenzione, anche in questo caso, twitter non è una chat, se vai oltre i 2 o 3 messaggi diretti considera l’opportunità di scambiare l’indirizzo di un instant messenger per velocizzare la conversazione.

5 – Prima di scrivere, leggi.

Impara a capire twitter dalle persone che stai seguendo, specie se lo stanno usando da più di te. Ci sono decine di account abbandonati con due o tre tweet ricorrenti tra cui “cerca di capire come funziona twitter”, “a me twitter pare una boiata”. Passa un po’ di tempo a cercare persone da seguire e a leggere cosa scrivono e come lo usano, diventerà tutto più chiaro.  Il declino che sta avendo facebook in questi giorni è causato anche da questo, persone incapaci se ne sono impadronite usandolo selvaggiamente e rendendolo inutile, nonostante i richiami di chi c’era già da prima. Non contribuire a fare lo stesso con twitter, perchè mi incazzo e ti spezzo le gambe. A me twitter serve e vorrei tenermelo.

6 – Esci dalla logica degli amici e abbraccia quella dei following/followers.

Twitter non è un social network come gli altri in cui l’amicizia è una forma di relazione sincrona e simmetrica. Su twitter puoi seguire delle persone e farti seguire da altre completamente diverse, nessuno è obbligato a ricambiare un follow. E’ importante capire questo concetto, le persone che seguiamo sono tutte e sole di cui ci interessano i tweet. Ultimamente ho ricambiato il follow a dei conoscenti neo iscritti. L’ho fatto sulla fiducia, ma non ho assolutamente intenzione di continuare su questa via.

7 – Torna con i piedi per terra.

Se ti sei appena iscritto a twitter e hai negli occhi quello che succede in Iran grazie a twitter, o pensi di sfruttarlo come mezzo per fare una figata mai vista, pensando di essere avantissimo, siediti su una sedia e aspetta che ti passi. Non sei avanti, sei in ritardo di tre anni nel peggiore dei casi, di 6 mesi nel migliore. Sono certo che è possibile utilizzarlo in tanti modi che ancora non sono stati pensati, ma con testa. Ad ogni modo, per fare un paragone e farti tornare sulla terra, i più seguiti blogger italiani hanno qualche migliaio di followers. Quelli americani arrivano in certi casi a centinaia di migliaia. Nonostante questi numeri, questa gente che si sbatte e fa cose interessanti non conta una mazza rispetto a un pirla come Aston Kutcher che ha 2 milioni e passa di followers (è stato il primo a passare il milione, battendo in volata la CNN, tanto per dire eh).

8 – Non vincerai un ipod, un macbook o un iphone.

Ogni settimana c’è un contest. Se non è il mojito è il macbook, se non è il macbook è l’iphone. Si chiamano markette e a me fan cagare. Le sopporto per un po’ e poi uso l’unfollow. Sono un talebano in queste cose, e non sono il solo.

9 – Twittare è bene, twittare troppo no.

Moderazione. Trenta tweet compressi in un’ora non sono la stessa cosa che 50 tweet spalmati in una giornata. Cercate di moderarvi e trovare il giusto equilibrio. Le ore di punta su twitter sono la normalità, ma non invogliate nessuno a seguirvi intasandogli la timeline. Se vi viene il tweet compulsivo alla Lily Allen (che notoriamente non fa altro), state esagerando.

10 – Non seguire gente a casaccio sperando che ti ricambi.

È la prima tentazione, soprattuto quando hai pochi followers, quella di aggiungere un centinaio di persone sperando che ricambino il favore, è quello che fanno gli accounti di spam porno. La verità è che si finisce col seguire un sacco di gente inutile e di non avere nessun tipo di relazione. Credetemi, parlo per esperienza. Col tempo ho imparato a epurare la lista di chi seguo in base a quello che scrive, oggi sono attentissimo a ricambiare un follow. Fate il vostro e vedrete che piano piano cominceranno a seguirvi senza nemmeno chiederlo. Attenzione, non sto dicendo di non cercare gente nuova da seguire, ma semplicemente di scegliere con un criterio. C’è poca vita su twitter se seguite 30 persone, il bello arriva quando i numeri si fanno più consistenti.

11 – Se sei bravo in qualcosa, twittalo!

Se ne sai a pacchi di musica, parla di musica nei tuoi tweet. Se sei un artista parla d’arte. Dai un tocco di originalità se puoi. Molti di quelli che sono stati su twitter finora (ma per fortuna non tutti) sono nerd che parlano spesso di computer, linux, apple, iphone, nuovi gadget tecnologici e tariffe telefoniche (io compreso eh), una ventata di novità fa sempre bene.

12 – Non mollare dopo poco tempo.

In tanti cominciano ad usare twitter e poi mollano poco dopo, quasi sempre perchè non l’hanno capito. Il punto 5 è tuo amico.

Se hai trovato utile questo post, seguimi su twitter, scrivo un mucchio di cazzate anche li, tutti i giorni eh.

l'avreste mai detto?

Sui recenti fatti Iraniani molto si è detto e molto si è scritto. I media tradizionali hanno dovuto abdicare ai social media il lavoro di reporter  diventando commentatori di notizie fornite da altri. È forse la prima volta che questi ruoli si invertono e devo dire che non trovo affatto sia un male. Il giornalismo ha mostrato i suoi limiti, l’informazione online ha mostrato i suoi pregi.

È un’ottima base, a parer mio, su cui costruire l’informazione di domani, soprattutto pensando alla crisi dei giornali.

Un’altro spunto interessante sull’informazione online è il tema del controllo delle fonti e dell’aggregazione dei contenuti. La quantità di informazioni che arrivano dall’Iran è mostruosa, su twitter il tag #iranelection genera quasi 200.000 entry al minuto. Da qui comincia il lavoro di semplici cittadini che setacciano le informazioni alla ricerca delle più significative. È ovviamente un lavoro improbo e in qualche modo parziale, ma viene fatto in modo eccellente. Alcuni esempi sono l’Huffington PostAndrew Sullivan su the atlantic e Robin Sloan.

Citando una frase di John Hodgman (il PC degli spot Mac vs PC) in un recente discorso davanti al presidente Obama:

Avreste mai pensato di vedere il giorno in cui il destino dell’Iran sarebbe stato “legato ai cicli di sonno dei manutentori di Twitter e Youtube”?

Io, sinceramente, no.

twitter su linux. mission impossible.

Chi usa linux e posta su twitter sa perfettamente di cosa parlo.
Non esistono client degni di questo nome, o meglio non esiste niente che possa eguagliare non dico twhirl ma neanche twitterific.

Tutto ciò è una merda. Spero solo che con il porting di Adobe Air su linux la situazioni migliori perchè al momento gli unici due client usabili sono gtwitter e Twitux. Il primo è scritto in mono e fa pena, il secondo è leggermente meno peggio.

Io, ovviamente, uso Twitux

Consiglio: se decidete di usarlo, inserite nel vostro tema di icone un’icona a vostra scelta (il file chiamatelo twitux.png) perchè quel drago rosso fa veramente vomitare. E magari se usate compiz settate la sua opacità a 80 così disturba un po’ meno, come ho fatto in questo screenshot:

Schermata-18

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