Manuale di corsa per schiappe

Era da più di un anno che volevo fare questo post e  la ribalta di runlovers.it mi ha spronato finalmente a muovere le dita. Quando un anno e mezzo fa ho smesso di fumare avevo due grandi paure: Che fosse troppo tardi e il mio fisico fosse stato ormai devastato dal fumo e  che sarei ingrassato sostituendo le sigarette con il cibo. Ho scelto così di cominciare a correre e non mi sono più fermato (sempre tenendo conto che oh, vivo a Belluno io! qua fa freddo seriamente, non come da voi). Lungo la strada ho imparato alcune cose che vorrei condividere.

Prima di cominciare

Se non fate sport da molto tempo come me dovete ficcarvi in testa una cosa: siete delle schiappe pazzesche, quando l’avrete accettato sarà tutto molto più semplice. Non importa se amici o conoscenti corrono per dieci chilometri senza fermarsi, non importa se per strada qualcuno vi supera, voi state correndo per voi stessi e basta.

Ah sì, se il vostro indice di massa corporea (IMC =  peso / altezza al quadrato) è attorno a 30 forse è il caso di consultare prima un medico.

Mentre si corre

Vi verrà naturale, se andate in posti molto frequentati,  provare a tenere il ritmo di qualcuno che vi sembra più bravo. Lasciate perdere, volete capire che siete delle schiappe? ecco, bravi. Lasciate anche stare qualsiasi pulsione da alpha male, se vedete una bella ragazza non triplicate l’andatura per sembrare più fighi, rimanete sempre delle schiappe, intesi? Non barate, non è una gara e nessuno vi giudica. Se state bene correte, se siete stanchi camminate, cercate di resistere più che potete ma ascoltate sempre il vostro corpo. Non c’è nessun premio se non la vostra salute e la vostra soddisfazione.

Abbigliamento e scarpe

Non è il caso di mettersi in tiro ma nemmeno di mettere la prima cosa che trovate in casa. Al Decathlon e simili hanno tutto il necessario per pochi euro. Sulle scarpe invece il discorso è più complicato. Il mio consiglio è di cominciare con un paio di normali scarpe da running e poi, se dopo qualche tempo state ancora correndo con continuità, comprare qualcosa di più adatto (e costoso). Lo dico perchè vedo tanti comprare scarpe da centinaia di euro e dire oscenità tipo “spero che il fatto di averle pagate così tanto mi sproni ad usarle”, se avete bisogno di questi incentivi potete rinunciare anche subito.

Il percorso

Individuate vari percorsi, di lunghezze diverse e con difficoltà differenti. Io per esempio vivendo in montagna devo fare spesso i conti con salite e discese, affrontarle nell’ordine giusto spesso fa la differenza tra completare il percorso e svenire a metà strada. Il mio percorso ideale comincia fuori dalla porta di casa e finisce nello stesso punto, so che molti non possono permettersi questo lusso, cercate comunque di fare in modo che sia un anello: in questo modo potrete sempre decidere di farlo due volte in futuro. Ho trovato che avere più percorsi tra cui scegliere è un modo per andare a correre anche quando si ha poco tempo o si è stanchi. Per esempio ho un percorso di quasi tre chilometri che chiamo il “giro corto” che faccio quando sono stanco ma non voglio stare fermo, così riesco ad andare a correre tutti i giorni. Un’altra cosa che ho trovato utile è non fare mai lo stesso giro per troppo tempo, si finisce per abituarsi e inconsciamente si è portati a risparmiare energie, che non è il nostro obiettivo.

Musica 

Non serve fare le fighette indie quando si va a correre, qualsiasi cosa va bene purchè dia una spinta in più. Considerate però che una delle cose più belle di correre è stare da soli, provate a lasciare a casa ipod e simili. Io quando voglio ascoltare musica uso un ipod shuffle 2g che con la clip va benissimo.

GPS + icosi + accessori vari

Sono una figata, veramente, però sono anche una distrazione e per quanto poco ingombrano. Dopo aver provato più o meno tutto il mio verdetto è che i telefoni con gps e applicazioni varie possono essere utili quando si fa un percorso per la prima volta, per vedere bene le distanze e avere qualche parametro in generale. Poi lasciateli a casa o finirete per rispondere al telefono mentre correte. Non possiedo un cardiofrequenzimetro ma penso sarà una spesa da fare presto o tardi.
La mia applicazione preferita per android (c’è anche su iphone) è endomondo.

Dopo la corsa 

Fate tanto stretching. Fatelo davvero. È un moltiplicatore di benefici e non porta via molto tempo. Un’altra cosa che ho imparato recentemente è bere tantissima acqua durante la giornata. L’acqua è il catalizzatore della respirazione cellulare ed essere sempre ben idratati può aumentare i benefici che si hanno correndo.

Ecco, è più o meno tutto quello che ho imparato, spero che vi abbia messo un po’ di voglia di correre!
Per la cronaca, da quando ho cominciato ho perso circa 8 chili e sto parecchio bene  🙂

Quella cosa sul taglio di capelli è vera

Conoscete quella sensazione che si prova quando si sbaglia strada? Quando perdi la tua uscita e sai che il posto in cui dovevi e volevi così tanto andare è da un’altra parte? Aggiungeteci un compagno di viaggio che anzichè girare la macchina continua a dirvi che “anche di qua non è tanto male” e “magari questa strada porta a dove volevi tu”. Conoscete questo panico misto a rabbia?  Lo spaesamento che diventa malinconia?

Bene, allora forse potete capire cosa provi io dallo scioglimento degli Oasis in poi. In poche parole: È tutto sbagliato. Non mi interessa se le canzoni post scioglimento siano belle o no, per me sono come quelle cose che vi capita di vedere sulla strada sbagliata: saranno belle fin che volete, magari sono anche meglio, ma voi volevate andare da un’altra parte. E quello che fa rabbia è che in tanti siano lì a dire quanto sia bella la strada sbagliata, a dire cose tipo “meglio così”.

Mi è stato detto che questo atteggiamento è un po’ infantile, tipo mettere il broncio. A parte che tutta questa storia nasce proprio perchè due persone si stanno comportando da bambini, ma se essere dispiaciuti perchè una cosa importantissima della propria vita non esiste più e voler soltanto tornare indietro è comportarsi da bambini, allora che sia.

Per quasi due anni della mia vita ho ascoltato solo gli Oasis, ma veramente solo loro, esclusivamente. Ho imparato a fare i primi siti web realizzando un fan site degli Oasis nel lontano ’98 (si chiamava “the band in the dirty shirt”, giuro che se esiste ancora vi passo il link). Ho imparato a suonare la chitarra perchè volevo suonare le loro canzoni, del tipo che al mare attorno al falò mi dicevano “ma tu sai suonare solo canzoni degli Oasis?” – e io – “Si”. Che poi la chitarra l’ho comprata non perchè fosse buona o suonasse bene, ma perchè Wonderwall e Whatever venivano uguali precise identiche. Gli Oasis sono una delle discriminanti quando conosco una persona. Se ti piacciono parti bene. Se non ti piacciono è meglio che tu sia una persona veramente interessantissima o ciao. Molto di quello che sono si deve a loro, taglio di capelli compreso.

Ecco. E secondo voi dovrei mettermi ad ascoltare gli occhi luccicanti e gli uccelli volanti? Dai.

Tutti i post che volevo fare nel 2011 ma che poi non ho fatto

  • Un post in cui mi lamento del cialtronismo italico e in cui auspico che dopo l’Italia si facciano gli Italiani, che sono anche 150 anni che va così, eh
  • Un post in cui parlo dell’attuale situazione dei social network in Italia. Sempre tenendo conto di quella cosa del cialtronismo, beninteso.
  • Un post in cui cerco di spiegare perchè secondo me nel 2012 vedremo, spero, una nuova primavera dei blog. La speranza di un folle.
  • Un post in cui dico finalmente la mia su Noel, Liam e lo scioglimento degli Oasis, con probabile richiesta di riavere indietro la mia adolescenza.
Perchè non li ho scritti? perchè fondamentalmente alla terza riga mi si intrecciavano i pensieri e volevo buttare via tutto ma niente è perduto, il bello è che c’è sempre il 2012 per farlo.

Film che dovreste vedere se non altro perchè ci ho scritto un post

Mettiamo subito le cose in chiaro: non è una classifica perchè già quella musicale è un parto ogni volta, quindi accontentatevi di un po’ di titoli e qualche commento come l’anno scorso.

Premetto che ho una tara mentale che, come per le serie tv, mi costringe a guardare i film in lingua originale. Non per snobismo o perchè odio il doppiaggio (seppure certi doppiaggi fanno vomitare fango) ma perchè mi piace vedere un’opera così come l’ha pensata e realizzata chi l’ha creata. Così come ascoltiamo musica cantata in inglese senza volerne una versione italiana (so che qualcuno tenta di tradurle, pratica abominevole che ha tutto il mio disprezzo). Questo spesso mi permette di vedere i film mesi prima della loro uscita in Italia (salvo quelli visti al cinema ovviamente)

  • Midnight in Paris
    Woody Allen come ce lo ricordavamo. Ne avrete già letto molto e bene, a ragione.
  • The Other Woman
    Visto principalmente per Natalie Portman si è rivelato un film tristissimo ma anche molto ben fatto
  • The Adjustment bureau
    Un’adorabile Emily Blunt, forse la migliore di sempre, nonostante Matt Damon
  • Super
    Con Ellen Page, incredibilmente violento e piuttosto surreale. Parla di un homemade superhero alla Kick Ass, ma più sfigato.
  • Super 8
    Anche su questo avrete letto parecchio. L’ho visto due volte, la prima sono rimasto contrariato per gli anacronismi ricorrenti (citano il cubo di rubik un anno prima che sia inventato, per esempio). La seconda invece l’ho amato molto e credo di aver capito il perché di tutti gli anacronismi, ma non verrò certo a raccontarlo a voi.
  • Thor + Capitan america + X-Men First Class
    Metto insieme i film sui supereroi perché mi sono piaciuti tutti e tre allo stesso modo e non hanno bisogno di presentazioni. X-Men particolarmente ben fatto, mi è piaciuto parecchio.
  • Win Win
    Il più “indie” tra i film che ho visto, con svariate nominations per la sceneggiatura. Paul Giamatti un gigante.
  • It’s Kind of a funny story
    Mi sembra sia il vincitore del Sundance 2010 e dopo averlo visto non vi chiederete certo perchè, bello bellissimo!
  • Black Swan
    Non sono un amante dei film di questo genere ma di Natalie Portman lo sono eccome. Mi è piaciuto molto.
  • Submarine
    Un film con i tratti di un classico romanzo di formazione. L’ho visto perché attratto dalla colonna sonora di Alex Turner, non posso dire di essermene innamorato ma so riconoscere un bel film quando lo vedo.
  • Morning Glory
    La commedia più bella vista quest’anno, Rachel McAdams e Harrison Ford sono perfetti nei rispettivi ruoli.
  • One Day
    Un film bruttino tratto da uno dei più bei romanzi degli ultimi anni. Peccato perché lo sceneggiatore è l’autore stesso del libro ma alcune scene sono veramente troppo assurde e il tono generale che attraversa il film non è nemmeno lontanamente simile a quello del libro.
  • Boris il film
    Penso di non fare torto a nessuno dicendo che la serie Tv è decisamente migliore del film, che comunque ha il grande merito di dimostrare che un altro cinema è possibile.
  • Drive 
    Ho tenuto per ultimo il mio film dell’anno.  Ho un debole per Carey Mulligan e si sa ma qui non c’è molto da discutere: ci sono scene che penso saranno ricordate e citate molte volte in altri film nei prossimi anni. Così come Drive è una continua citazione di Tarantino, dei Fratelli Cohen, di Linch, senza mai scadere nella copia ma sempre mantenendosi sull’ispirazione e sulle sensazioni. Sa tutto di già visto, ma è tutto nuovo. Anche la musica è moderna ma dal sapore retro. Guardatelo. E poi guardatelo ancora. E innamoratevene.
    Vi lascio con la scena che mi ha incollato allo schermo da subito
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=uX0H9moUGsI]
Non usciti nel 2011:
  • Alfie
    Devo dire che la cosa più apprezzabile è stata Sienna Miller, ma l’interpretazione di Jude Law è una delle sue migliori.
  • Elizabethtown
    Bello, bello, bello

Tema: “La mia collezione di dischi”.

Mi aggrego all’iniziativa di Bastonate

La mia collezione di dischi non è molto grande ma secondo me è molto bella.
Per anni la mia collezione di dischi si è potuta tranquillamente riassumere con la discografia completa degli oasis, singoli compresi (e ad oggi possiedo ancora tutti i loro dischi). Sì, ascoltavo anche altre cose e possedevo anche dischi diversi ma erano più che altro dei palliativi tra un disco degli oasis e l’altro.

Poi nel 2000 o giù di lì qualcosa è cambiato, gli oasis han fatto un disco un po’ di merda (di cui comunque salvo un paio di pezzi) e avevo assolutamente bisogno di qualcuno che mi facesse ancora amare il rock ‘n’ roll. Puntuali sono arrivati gli Strokes e Is This It è un disco di cui vado molto fiero perchè ha segnato, e molto, la mia collezione. Chiaramente è anche l’unico che le mie sorelle hanno pensato bene di perdermi.

Intanto il tempo passava e le mie abitudini cambiavano, non spendevo più un capitale in riviste musicali per sapere che dischi comprare ma li scaricavo e poi decidevo i migliori da acquistare (ad oggi faccio ancora così). E così sono arrivati gli Shins, gli Arctic Monkeys e i Band of Horses, tanto per fare qualche nome.

Ecco, la mia collezione di dischi sta in poco spazio ma mi piace tanto.

From New York, the greatest city in the world, it’s the Late Show with David Letterman

Non faccio segreto di guardare una tonnellata di serie tv, ma quello che pochissimi sanno è uno dei miei passatempi preferiti nei tempi morti è quello di guardare spezzoni del David Letterman Show. Non guardo quasi mai le puntate per intero a meno che non ne valga davvero la pena, in genere mi concentro solo sugli ospiti. C’è una cosa in particolare che mi affascina del Late Show: anche gli ospiti più noiosi, antipatici e inespressivi vicino a lui diventano divertenti. Mi rendo conto che la finzione televisiva sta tutta in questa cosa qui, ma il risultato mi piace molto. Non riuscirò a fare la top ten come fa David, voi accontentatevi dei miei spezzoni preferiti, dopo il salto Continua a leggere “From New York, the greatest city in the world, it’s the Late Show with David Letterman”

Bisogna che ci diamo una calmata con questi aggettivi

Che non è possibile che lo shopping sia sempre compulsivo. E i parcheggi sempre selvaggi.
E quando uno sbaglia, passi sta cosa che adesso dobbiamo dire tutti fail, ma non è che è sempre epic.
Che cosa pigra usare sempre lo stesso aggettivo.

E allora, se vi va, facciamo una lista qui sotto di questi aggettivi che hanno un po’ rotto. Per non usarli mai più.

So avoid using the word ‘very’ because it’s lazy. A man is not very tired, he is exhausted. Don’t use very sad, use morose. Language was invented for one reason, boys – to woo women – and, in that endeavor, laziness will not do. It also won’t do in your essays.

John Keating, Dead Poet’s Society

Non che serva a qualcosa, ma è un buon esercizio

Nell’header ho scritto “italian web designer” ma poi raramente scrivo qui di web & design. Il perchè è presto detto: fare un post tecnico richiede tempo, tanta voglia e la probabilità di risultare banali è piuttosto elevata; per cui il più delle volte tendo a rinunciare e piuttosto preferisco condividere i link che leggo e che mi interessano. (A proposito, dopo le recenti modifiche a google reader li trovate tutti a questo indirizzo)

Stavolta è diverso perchè ho apportato qualche modifica al blog e penso che potrebbe interessare quello che ho fatto e come l’ho fatto. Ho utilizzato delle funzionalità dello standard CSS3 chiamate media queries per modificare l’aspetto del blog in base alla risoluzione. Per semplicità ho deciso che tutti i device con una risoluzione minore di 1024px avrebbero visto la seconda versione, più amichevole per ipad, smartphone etc etc.

Fare lo stesso è molto semplice, nel vostro css aggiungete:

@media screen and (max-width: 1024px) {
/** qui vanno messi i
selettori di cui volete 
cambiare attributi e proprietà */
}

Potete sbirciare il css di questo blog per saperne di più.
NB: L’ho fatto in pochi minuti e non è esente da imperfezioni, scorciatoie e scelte stilistiche discutibili, ma l’effetto che fa su uno smartphone non è niente male. Potete vedere il risultato anche semplicemente ridimensionando la finestra del vostro browser preferito.

Questa attenzione ai diversi device con cui viene visualizzato un sito è detta Responsive Web Design. Se ancora non avete familiarità con questo tipo di tecnica, un buon modo per saperne di più è fare un giro su smashing magazine:

http://coding.smashingmagazine.com/2011/01/12/guidelines-for-responsive-web-design/
http://www.smashingmagazine.com/2011/07/22/responsive-web-design-techniques-tools-and-design-strategies/

I hear you knocking at my door and I can’t sleep at night

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=e6QnK0yql8s&w=580&h=32 ]

È notizia di qualche giorno fa che gli Stone Roses torneranno insieme per qualche altro bel concerto. No, lo so che arrivo tardi ma il motivo del post è un altro: è un modo per parlare di musica. Ho scoperto gli Stone Roses dopo la metà degli anni novanta, con un percorso molto simile a tutti quelli che in quegli anni ascoltavano gli Oasis e che volevano addentrarsi nelle loro influenze, del resto Liam l’ha detto infinite volte che Ian Brown è sempre stato il suo modello sul palco.

Beh insomma, siamo negli anni novanta in una cittadina di provincia in cui esistono solo due negozi di dischi di cui uno tratta principalmente hard rock e l’altro scialbo Pop: Praticamente impossibile trovare un disco di questi Stone Roses. Li trovo sul catalogo di Nannucci, che per chi non lo sa era un mega negozio di dischi di Bologna con prezzi molto popolari e che vendeva per corrispondenza, ma sono uno studente e i dischi da prendere sono già tanti e rimando l’acquisto a tempi finanziariamente migliori.

Finchè  un  giorno arriva Napster e mi ricordo di Ian Brown e soci. Come al solito cerco il nome della band, ordino in base alle fonti e metto a scaricare i primi 3 pezzi per conoscerli un po’ (oh, a 56k bisognava pur ottimizzare in qualche modo). Uno però mi colpisce, è tipo al quinto o sesto posto e si chiama “I Am the Resurrection”, lo scarico solo per il nome e diventa il mio pezzo preferito in assoluto. Sono praticamente due canzoni fuse insieme, la prima parte molto pop e la seconda fatta solo di basso e batteria. E improvvisamente capisco dove Verve e Oasis abbiano preso gran parte del loro sound.

Qui sopra c’è quella canzone che pochi citano ma che per me è la più bella.