Bazinga!

I am Marco, an italian web designer, a tv show addicted and a music lover.

and once again you've fallen for one of my classic pranks. Bazinga!

upgrading

Per tutti quelli che usano ubuntu e che magari non sono sempre aggiornati su tutto, ricordo che da qualche giorno è disponibile la versione 8.10, Intrepid Ibex. E’ quindi il caso di armarsi di tempo e pazienza e provvedere all’aggiornamento.

Il metodo è sempre lo stesso, lo riporto nel modo più semplice possibile.

premete alt + F2, quando apparirà l’input di testo digitate:

sudo update-manager -d

si aprirà il classico gestore degli aggiornamenti, ma in alto noterete un piccolo box che riporta la disponibilità delle nuova versione. Cliccate sul pulsantone che vi presenta e mettetevi comodi, la procedura è completamente automatica.

A seconda delle applicazioni che avete installate il numero di pacchetti da scaricare potrebbe variare. Per me è stato di 2500 pacchetti circa, per un totale di 1.9 GB, un paio d’ore con un’adsl a 2 Mbit/s.

NB: quando comincierà l’installazione degli aggiornamenti vi consiglio di rimanere in zona, onde evitare di andarvene per 3 ore e ritrovarvi al ritorno con l’installazione ancora all’inizio, intenta a chiedervi conferma di qualcosa. (alle domande se mantenere o no i file di configurazione rispondete sempre mantieni, sempre che non sappiate cosa state facendo.)

Possibili problemi.

- Se avete installato avant-window-navigator da repository esterni è molto probabile che sia stato eliminato. Ora è incluso nei repository ufficiali, vi basterà cercarlo da synaptic e reinstallarlo. La configurazione è rimasta, quindi non perderete nulla.

- Se possedete una scheda video nvidia sono disponibili driver aggiornati, consiglio di utilizzare l’ultima versione disponibile, scegliendola da Sistema -> Amministrazione -> Driver Hardware. A me ha rilevato una risoluzione maggiore (sono passato da 1280×800 a 1440×960, semplicemente usando quel driver).

- Le tavolette grafiche, specie quelle vecchie tipo la mia, sono disabilitate di default. Se avete una wacom, come ho io, caricate il modulo con

sudo modprobe wacom

tornerà magicamente a funzionare.

- E’ possibile, anche se altamente improbabile, che qualcosa che prima funzionava molto bene ora funzioni così così, o addirittura non funzioni più. Questo è causato dall’adozione del kernel 2.6.27-7 che porta una quantità smisurata di miglioramenti al supporto delle periferiche, ma rompe qualche compatibilità all’indietro. Verificate questo problema avviando al boot un kernel più vecchio (tipicamente la terza voce che trovate all’avvio).

Consigli per un’esperienza utente onanistica.

Quasi nessuno di voi credo stia usando il tema Human, detto anche arancione-marron-merda. Ciò nonostante vi invito a provare il tema Dust, che trovate nel pacchetto community-themes.

sudo apt-get install community-themes

Il tema lo troverete come sempre da sistema -> preferenze -> aspetto.

Buon divertimento.

screenshot del mese

screenshot luglio

instant messengers for dummies

Prendo spunto da una discussione nata su bellunolanotte per parlare dei protocolli IM.

Nella discussione si citano Windows messenger e Skype, quasi fossero il top della gamma disponibile al momento.
Mi pare superfluo dire che non è assolutamente vero.

Non è un caso se questi due software, a quanto pare i più diffusi, siano protocolli proprietari, ovvero chiusi. Cosa vuol dire che un software/protocollo è chiuso? Vuol dire che solo chi lo produce sa davvero come funziona, ergo, il protocollo può essere implementato al 100% solo dal software del produttore.

Oddio, questa cosa non sarebbe neppure tanto male se il produttore in questione fornisse A TUTTI un’implementazione identica, peccato purtoppo che

- Windows messenger è disponibile solo per Windows (si c’è una versione per mac, vecchia e piena di rogne)

- Skype se la cava meglio di windows messenger, ma le versioni per mac e linux del client sono almeno una versione indietro rispetto a quelle per windows.

Qualsiasi altro client, magari fatto meglio e magari anche multipiattaforma come adium o pidgin pur con tutto lo sviluppo del mondo non potrà mai implementare questi protocolli al 100%, creando ovviamente disagi agli utenti mac/linux.

Lo so,  state pensando “beh ma windows è il sistema operativo più diffuso, qual’è il problema?”. Va bene, cambiamo ragionamento e vediamo se secondo voi fila.

Supponiamo che dopodomani Nokia esca con un nuovo supercellulare. Supponiamo che implementi un nuovo protocollo per gli sms. Ecco adesso pensate se Nokia decidesse che potete inviare sms solo ad altri telefoni Nokia,  e per ricevere… altrettanto. Supponete cioè che decidesse che potete mandare sms SOLO con i suoi cellulari e verso i suoi cellulari. Ragionando come sopra dovremmo dire “beh qual è il problema, i cellulari nokia sono i più diffusi”. Tze, più diffusi un paio di palle, non lo comprereste neanche se fosse gratis.

Questo è quello che avviene TUTTI i santi giorni con i protocolli di skype e msn. O usi il loro software o ti attacchi. La nostra ignoranza è la loro forza.
La nostra pigrizia la loro arma vincente. Siccome msn è preinstallato sul pc e siccome Beppe  Grillo parla di skype, allora li usiamo tutti felicemente come pecore perchè “beh se lo usano tutti vuol dire che è il migliore”.

Bene, sapevate che con GIZMO era possibile chiamare GRATIS tutti i telefoni mobili e non d’italia? bastava registrarsi.

Sapevate che con GTalk(che è basato su jabber, quindi libero, quindi fruibile al 100% con qualsiasi client jabber),  oltre ad avere 2 giga e rotti per la casella email le vostre conversazioni sono salvate  e disponibili per la  ricerca ?  Sapevate che con GTalk  potete chattare con i vostri contatti anche senza installare nessun software, semplicemente dalla vostra webmail? Ah, si, Gtalk fa anche le chiamate Audio/Video.

Sapevate che esiste un software chiamato OpenWengo   che oltre a fare tutto quello che fa skype vi collega anche a msn così siete online su due IM con un software solo (mi pare lo faccia anche GIZMO)?

Come ho detto, la nostra ignoranza è la loro forza.  Se invece di usare il primo software che ci capita in mano perdessimo 20 secondi per fare una ricerca su Google staremmo tutti meglio.

Tralascio volutamente il fatto che messenger viene utilizzato da ragazzine che usano 10.000 emoticons rendendo impossibile una conversazione degna di questo nome.

tanto vale prendere il lard disc..

Ma farlo di 11”, con qualche USB in più e il lettore dvd era tanto difficile?

Ma soprattutto, farlo costare meno, non si poteva proprio? Mi sa che stavolta iSteve ha sboroneggiato anche troppo..

Don't be evil, dude

Ve l’avevo promesso, e finalmente scrivo un post di opinione su Google.

Voglio rispondere, e raccontare il mio pensiero, riguardo ad alcune paure più o meno sensate che circolano in rete riguardo l’affidabilità dei servizi di google e nello specifico al motore di ricerca.

Il titolo del post, per chi non lo sapesse, non è altro che il motto di Google fin dalla nascita; “non essere cattivo” è la filosofia di google.

Partendo da questo presupposto possiamo cominciare a spulciare le varie obiezioni rivolte a google in quanto motore di ricerca:

– Google, in quanto primo motore di ricerca, è la principale fonte di informazioni sul web. Cosa succederebbe se arbitrariamente “taroccasse” i risultati?

Succederebbe un casino, penso io. Il problema però va scisso da due punti di vista completamente differenti. Quello dell’utente medio (o passivo) e quello dell’utente più esperto (o utente attivo).

Per l’utente passivo, google rappresenta la principale, se non unica, fonte di informazione. Nel caso in cui google decidesse che alcuni risultati *non* debbano comparire, questo utente vedrebbe limitata la sua capacità di informarsi, di trovare il risultato per lui più adeguato. Quest’utente utilizza prevalentemente siti di social networking tipo facebook, myspace, varie community farsa tipo badoo, instant messenger assurdi come msn messenger, legge qualche blog e appunto, ricerca su google. Se google filtra l’informazione quest’utente è completamente all’oscuro di ciò che succede, soprattutto alla luce del fatto che, filtro o non filtro, google indicizza solo 1/3 dell’universo web.

Questo è uno scenario agghiacciante, peraltro è quello che succede in Italia con giornali e televisioni, cosa che putroppo però non sembra destare altrettanto scalpore da scriverci libri.

In effetti google, su richiesta dei governi nazionali (vedi Cina), esegue già un filtro sulla ricerca che elimina i risultati “scomodi”. Questo però non è un problema strettamente legato a google, ma legato alla democraticità dei vari governi. In parole povere, il problema è il governo cinese, non la condotta di google.

Google inoltre, filtra anche i risultati provenienti da altri motori di ricerca specifici, come ad esempio technorati. Questo in una corporation è un operazione più che legittima (ci mancherebbe altro che yahoo o msn.com, ricercando “servizi email gratuiti” mettessero gmail al primo posto), è meno legittimo però in un’ottica di democraticità della quale google si fa portatore e che per un fattore economico, penalizza l’utente.

Nonostante questo scenario abbastanza catastrofico, le mie preoccupazioni sono tendenti allo zero. No, non sono impazzito. Ho parlato di due scenari, e il secondo è preponderante sul primo.

- Il power users, l’utente attivo, non utilizza solo google.

il power user utilizza technorati, digg.com, del.icio.us, wikipedia. Non li utilizza solo passivamente, cioè ricercando informazione, ma attivamente, taggando e segnalando articoli.

In questo scenario, google ha un potere limitato. Paradossalmente ha un potere limitato proprio da se stesso, dai concetti che ha spinto sul web, e cioè che è l’utente stesso a definire il grado di autorevolezza di una pagina web. Con i link, con i digg, con i tag.

In quest’ottica di pluralismo della ricerca, google è *uno* dei tanti strumenti per arrivare al risultato, e per quanto potente e autorevole, conta come uno.

Ora, perchè il secondo scenario è preponderante sul primo? Facile anche stavolta, per colpa di google. Gli utenti attivi generalmente hanno blog con pagerank decisamente più elevato rispetto ai blog degli utenti “casuali” che scrivono per quattro amici e, cosa fondamentale, i loro blog sono letti dall’utente medio.

In un certo senso, chi usa attivamente i servizi web, è il vero controllore dell’informazione, il resto, google compreso, sono solo strumenti.

Bravo, ma se google mi toglie arbitrariamente pagerank, che minchia di controllo ho?

Qui mi prendo una piccola licenza, non mi baso su dati oggettivi, ma sulla soggettività pura.

Sono fortemente convinto che siti/blog/community con un contenuto interessante, ben scritto e soprattutto intelligente hanno ben poco da temere contro pagerank 0.

Chi ha veramente qualcosa da dire, e può dare un contributo costruttivo, viene letto, linkato, taggato, diggato. Perchè nel web 2.0 il contenuto è al centro di tutto.

Sono convinto che pandemia , manteblog, catepol, sarebbero ugualmente straletti, anche con pagerank 0, perchè qualcosa da dire ce l’hanno.

Ma, ripeto, questa è un’opinione soggettiva e quindi, irrilevante.

Ribadisco comunque il concetto già espresso sopra che, grazie a vari altri servizi tipo digg e del.icio.us, google conta come uno. stop.

Ok, ho capito che google va bene, ma non va usato come unica fonte di informazione. Ma che mi dici di gmail e vari altri servizi? E’ giusto che google legga le mie mail e mi piazzi la pubblicità in base al contenuto?

Non ragiono in termini di giusto o sbagliato. Giusto e sbagliato si applicano alle persone, non alle macchine. E visto che è una macchina a leggere le mie mail, e non una persona, devo ragionare in altri termini, come per esempio sicurezza, privacy, affidabilità.

Tralasciando il fatto che al momento di creare un’account gmail viene espressamente detto che google leggerà la tua corrispondenza per infilarci pubblicità adeguata, non lo trovo preoccupante fin tanto che le società a cui appartengono gli ads che vedo non possono risalire a me dopo un click. Questo sarebbe un problema, perchè sarebbe come comunicare a terzi le mie preferenze, il che non è nemmeno un problema per uno a cui piacciono le lasagne, ma se magari uno clicca su “orgie di universitarie ubriache” potrebbe essere un problema di privacy.

In ogni caso, finchè utilizzo di gmail è volontario e questo è il prezzo da pagare per avere 2.8 giga di spazio di storage le condizioni sono anche accettabili. Siamo comunque liberi di farci un account su un altro servizio che permette di crittare con pgp le nostre mail.

Lo stesso discorso vale per googleReader o googleSearchhistory (che è peraltro disattivabile), se non ci va di far sapere cosa leggiamo o cosa ricerchiamo, basta non usare un account google.

In definitiva, il motto “don’t be evil” dovrebbe essere anche il nostro, e non solo quello di google. So che in queste faccende spesso la ricerca di un complotto oscuro contro di noi è affascinante, ma in questo momento ci sono altre lotte molto più importanti (es cambiare la televisione e i giornali, soprattutto in italia). L’ho scritto e lo ripeto, google ha reso il web molto più democratico di come l’ha trovato nel 97 e al punto in cui siamo, una svolta dittatoriale oltre ad essere improduttiva e insensata, sarebbe inutile a causa del pluralismo di cui parlavo.

il becàp

Dicevo l’altro giorno… che il backup volenti o nolenti s’ha da fare..

Il punto è che quando ti affidi ad un servizio di hosting pensi… “che cazzo mi faccio da solo il backup, che tanto se va tutto a puttane il mio servizio di hosting avrà pure un supporto dove salva la mia roba.. ” – Certo, pensi così finchè non ti capita e allora chiedi al tuo servizio di hosting e quello risponde: “Certo che lo facciamo, ma ci dovevate pagare 3 euro l’anno”.

A quel punto ti maledici da solo. E speri che i backup “pane e salame” che hai fatto bastino.

Poi ti rendi conto che l’ultimo backup si è interrotto inspiegabilmente sul più bello. Proprio quando doveva salvare i files che ti servono oggi. Cazzo, ti mancano 2 giga di roba.

La tua innata pigrizia ancora una volta si tramuta in fortuna sfacciata. Non hai mai cancellato dal server tutti i dati “grezzi”.

Hai praticamente il 70% di quello che ti serve, solo non nel formato che ti serve. E devi farlo entro DOMANI, almeno un piccola parte.

Lavori per l’intera serata, poi arriva la notte e continui, poi ad un certo punto, dopo 6 ore continuate attaccato ad un IM con un tuo collega sbotti e gli fai: “senti, io mi son rotto il cazzo. Quello che serve nell’immediato c’è. Il resto lo divideremo tra gli altri colleghi” (due dei quali, tra parentesi, se ne sono sbattuti allegramente del fatto che tu e l’altro gli stavate salvando il culo mentre loro guardavano Dr House. L’altro, almeno psicologicamente, vi era vicino).

Domani mattina, 2300 persone si sveglieranno. E molto probabilmente 2000 di queste non si accorgeranno di nulla. Ma le altre 300 cominceranno con i “Come mai…… ?” Fanculo anche a voi.

e se me lo rùbbeno?

IO!Se mi rubassero il computer come è avvenuto a Francis (Mulo Parlante) Ford Coppola probabilmente comincerei a cercarmi il ponte più adatto per salutare questo mondo. Uno sveglio ti dice: bravo, fai un backup e chissenfrega se ti inculano il notebook. Bravo rispondo io, i backup che facciamo quotidianamente, sono sempre fatti nell’ottica di “danneggiamento di componenti software o hardware” ma raramente in ottica “furto”. Mi spiego meglio. Lascio, forse l’unica volta nella mia vita, il portatile a casa sulla scrivania. Mentre sono fuori arriva il ladro di turno, vede il mio acer decorato con i disegni di Hearing e se lo mette in saccoccia. Poi magari vede che ci sono pure un po di dischi usb esterni e allora si ciula anche quelli. Morale, i miei 3 backup sono andati a puttane con il ladro.

Non venitemi a dire che i backup vanno tenuti in cassaforte. In azienda lo posso anche fare, ma a casa, non compro una cassaforte ignifuga per tenerci i dischi.

Il punto, backup a parte, è questo. Se mi fregano il computer è come mi portassero davvero via un pezzo di VITA. Senti che non sarai più la stessa persona. Una parte di te se n’è andata con il furto, con la perdita. Non è per l’attaccamento alle cose materiali. No. E’ perchè il portatile, per me, è uno strumento che vive per tutta la giornata in simbiosi con me. Sa tutto di me. Raccoglie tutta la mia vita. Perderlo ci rende diversi. E’ come perdere la verginità troppo presto, con la persona sbagliata. E’ una cosa che ti cambia la vita, che ti rende diverso.

Non voglio nemmeno pensare al fatto che chi mi dovesse rubare il portatile entrerebbe in possesso di segreti aziendali di varie compagnie, pur criptati, di inestimabile valore.

Naaaaaaaaaa. Non ci penso neanche, il mio portatile mi abbandonerà solamente quando sarà troppo stanco per andare avanti..

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