Ve l’avevo promesso, e finalmente scrivo un post di opinione su Google.
Voglio rispondere, e raccontare il mio pensiero, riguardo ad alcune paure più o meno sensate che circolano in rete riguardo l’affidabilità dei servizi di google e nello specifico al motore di ricerca.
Il titolo del post, per chi non lo sapesse, non è altro che il motto di Google fin dalla nascita; “non essere cattivo” è la filosofia di google.
Partendo da questo presupposto possiamo cominciare a spulciare le varie obiezioni rivolte a google in quanto motore di ricerca:
– Google, in quanto primo motore di ricerca, è la principale fonte di informazioni sul web. Cosa succederebbe se arbitrariamente “taroccasse” i risultati?
Succederebbe un casino, penso io. Il problema però va scisso da due punti di vista completamente differenti. Quello dell’utente medio (o passivo) e quello dell’utente più esperto (o utente attivo).
Per l’utente passivo, google rappresenta la principale, se non unica, fonte di informazione. Nel caso in cui google decidesse che alcuni risultati *non* debbano comparire, questo utente vedrebbe limitata la sua capacità di informarsi, di trovare il risultato per lui più adeguato. Quest’utente utilizza prevalentemente siti di social networking tipo facebook, myspace, varie community farsa tipo badoo, instant messenger assurdi come msn messenger, legge qualche blog e appunto, ricerca su google. Se google filtra l’informazione quest’utente è completamente all’oscuro di ciò che succede, soprattutto alla luce del fatto che, filtro o non filtro, google indicizza solo 1/3 dell’universo web.
Questo è uno scenario agghiacciante, peraltro è quello che succede in Italia con giornali e televisioni, cosa che putroppo però non sembra destare altrettanto scalpore da scriverci libri.
In effetti google, su richiesta dei governi nazionali (vedi Cina), esegue già un filtro sulla ricerca che elimina i risultati “scomodi”. Questo però non è un problema strettamente legato a google, ma legato alla democraticità dei vari governi. In parole povere, il problema è il governo cinese, non la condotta di google.
Google inoltre, filtra anche i risultati provenienti da altri motori di ricerca specifici, come ad esempio technorati. Questo in una corporation è un operazione più che legittima (ci mancherebbe altro che yahoo o msn.com, ricercando “servizi email gratuiti” mettessero gmail al primo posto), è meno legittimo però in un’ottica di democraticità della quale google si fa portatore e che per un fattore economico, penalizza l’utente.
Nonostante questo scenario abbastanza catastrofico, le mie preoccupazioni sono tendenti allo zero. No, non sono impazzito. Ho parlato di due scenari, e il secondo è preponderante sul primo.
- Il power users, l’utente attivo, non utilizza solo google.
il power user utilizza technorati, digg.com, del.icio.us, wikipedia. Non li utilizza solo passivamente, cioè ricercando informazione, ma attivamente, taggando e segnalando articoli.
In questo scenario, google ha un potere limitato. Paradossalmente ha un potere limitato proprio da se stesso, dai concetti che ha spinto sul web, e cioè che è l’utente stesso a definire il grado di autorevolezza di una pagina web. Con i link, con i digg, con i tag.
In quest’ottica di pluralismo della ricerca, google è *uno* dei tanti strumenti per arrivare al risultato, e per quanto potente e autorevole, conta come uno.
Ora, perchè il secondo scenario è preponderante sul primo? Facile anche stavolta, per colpa di google. Gli utenti attivi generalmente hanno blog con pagerank decisamente più elevato rispetto ai blog degli utenti “casuali” che scrivono per quattro amici e, cosa fondamentale, i loro blog sono letti dall’utente medio.
In un certo senso, chi usa attivamente i servizi web, è il vero controllore dell’informazione, il resto, google compreso, sono solo strumenti.
Bravo, ma se google mi toglie arbitrariamente pagerank, che minchia di controllo ho?
Qui mi prendo una piccola licenza, non mi baso su dati oggettivi, ma sulla soggettività pura.
Sono fortemente convinto che siti/blog/community con un contenuto interessante, ben scritto e soprattutto intelligente hanno ben poco da temere contro pagerank 0.
Chi ha veramente qualcosa da dire, e può dare un contributo costruttivo, viene letto, linkato, taggato, diggato. Perchè nel web 2.0 il contenuto è al centro di tutto.
Sono convinto che pandemia , manteblog, catepol, sarebbero ugualmente straletti, anche con pagerank 0, perchè qualcosa da dire ce l’hanno.
Ma, ripeto, questa è un’opinione soggettiva e quindi, irrilevante.
Ribadisco comunque il concetto già espresso sopra che, grazie a vari altri servizi tipo digg e del.icio.us, google conta come uno. stop.
Ok, ho capito che google va bene, ma non va usato come unica fonte di informazione. Ma che mi dici di gmail e vari altri servizi? E’ giusto che google legga le mie mail e mi piazzi la pubblicità in base al contenuto?
Non ragiono in termini di giusto o sbagliato. Giusto e sbagliato si applicano alle persone, non alle macchine. E visto che è una macchina a leggere le mie mail, e non una persona, devo ragionare in altri termini, come per esempio sicurezza, privacy, affidabilità.
Tralasciando il fatto che al momento di creare un’account gmail viene espressamente detto che google leggerà la tua corrispondenza per infilarci pubblicità adeguata, non lo trovo preoccupante fin tanto che le società a cui appartengono gli ads che vedo non possono risalire a me dopo un click. Questo sarebbe un problema, perchè sarebbe come comunicare a terzi le mie preferenze, il che non è nemmeno un problema per uno a cui piacciono le lasagne, ma se magari uno clicca su “orgie di universitarie ubriache” potrebbe essere un problema di privacy.
In ogni caso, finchè utilizzo di gmail è volontario e questo è il prezzo da pagare per avere 2.8 giga di spazio di storage le condizioni sono anche accettabili. Siamo comunque liberi di farci un account su un altro servizio che permette di crittare con pgp le nostre mail.
Lo stesso discorso vale per googleReader o googleSearchhistory (che è peraltro disattivabile), se non ci va di far sapere cosa leggiamo o cosa ricerchiamo, basta non usare un account google.
In definitiva, il motto “don’t be evil” dovrebbe essere anche il nostro, e non solo quello di google. So che in queste faccende spesso la ricerca di un complotto oscuro contro di noi è affascinante, ma in questo momento ci sono altre lotte molto più importanti (es cambiare la televisione e i giornali, soprattutto in italia). L’ho scritto e lo ripeto, google ha reso il web molto più democratico di come l’ha trovato nel 97 e al punto in cui siamo, una svolta dittatoriale oltre ad essere improduttiva e insensata, sarebbe inutile a causa del pluralismo di cui parlavo.