Bazinga!

I am Marco, an italian web designer, a tv show addicted and a music lover.

and once again you've fallen for one of my classic pranks. Bazinga!

Notizie che non lo erano.

Ha fatto molto scalpore quello che i telegiornali hanno chiamato il “down” di google. In realtà google non è mai caduto, non ha avuto alcun problema tecnico. Il malfunzionamento, durato circa 15 minuti, riguardava semplicemente il controllo malware. Si è trattato di un errore umano della società (stopbadware.org) che scova e gestisce per conto di google siti maligni. Durante un aggiornamento della lista nera dei siti pericolosi, per un errore umano appunto, è finito il simbolo / che in informatica rappresenta la “root”, la radice. In pratica la società esterna ha detto a google che tutto l’albero era marcio. E’ stato un errore umano. Inutile fare tanta dietrologia.

Ha fatto altresì scalpore la notizia che facebook utilizzerà i dati personali degli utenti per ricerche di mercato diventando di fatto il più grande database per le ricerche di mercato. In realtà questo è alquanto ingigantito.  Randy Zuckerberg, sorella del fondatore, si riferiva agli Engagement Ads, già discussi e ridicolizzati su questo blog.

roba dell'altro mondo.

Noto sempre più spesso che l’utente medio anzichè scrivere l’indirizzo di un sito web nella barra dell’indirizzo, lo scrive sul campo di input di google. Si, compreso il www.

Ecco spiegato il motivo per cui google fa una montagna di soldi. Un SEO mediamente intelligente può comprare pubblicità sulle parole chiave di un concorrente, e pagarla uno sproposito.

chimica elementare.

Se la merda si unisce con l’argento, questi non diventano oro.

e io che mi credevo..

Ho dato un’occhiata ai termini ricercati su google che hanno condotto a questo blog. Bene, pensavo di fare furori con gli argomenti tecnologici, ma evidentemente quando scrivo cazzate sono più efficace.

Le parole di ieri:

nick e taylor in Beautiful
nick e brook in Beautiful
blog erotici
come si fanno i massaggi erotici?
dimostrazione materassi (ben 3 contatti grazie a questo)

E’ ovvio che il mercato richiede questo. E chi sono io per non darglielo?

instant messengers for dummies

Prendo spunto da una discussione nata su bellunolanotte per parlare dei protocolli IM.

Nella discussione si citano Windows messenger e Skype, quasi fossero il top della gamma disponibile al momento.
Mi pare superfluo dire che non è assolutamente vero.

Non è un caso se questi due software, a quanto pare i più diffusi, siano protocolli proprietari, ovvero chiusi. Cosa vuol dire che un software/protocollo è chiuso? Vuol dire che solo chi lo produce sa davvero come funziona, ergo, il protocollo può essere implementato al 100% solo dal software del produttore.

Oddio, questa cosa non sarebbe neppure tanto male se il produttore in questione fornisse A TUTTI un’implementazione identica, peccato purtoppo che

- Windows messenger è disponibile solo per Windows (si c’è una versione per mac, vecchia e piena di rogne)

- Skype se la cava meglio di windows messenger, ma le versioni per mac e linux del client sono almeno una versione indietro rispetto a quelle per windows.

Qualsiasi altro client, magari fatto meglio e magari anche multipiattaforma come adium o pidgin pur con tutto lo sviluppo del mondo non potrà mai implementare questi protocolli al 100%, creando ovviamente disagi agli utenti mac/linux.

Lo so,  state pensando “beh ma windows è il sistema operativo più diffuso, qual’è il problema?”. Va bene, cambiamo ragionamento e vediamo se secondo voi fila.

Supponiamo che dopodomani Nokia esca con un nuovo supercellulare. Supponiamo che implementi un nuovo protocollo per gli sms. Ecco adesso pensate se Nokia decidesse che potete inviare sms solo ad altri telefoni Nokia,  e per ricevere… altrettanto. Supponete cioè che decidesse che potete mandare sms SOLO con i suoi cellulari e verso i suoi cellulari. Ragionando come sopra dovremmo dire “beh qual è il problema, i cellulari nokia sono i più diffusi”. Tze, più diffusi un paio di palle, non lo comprereste neanche se fosse gratis.

Questo è quello che avviene TUTTI i santi giorni con i protocolli di skype e msn. O usi il loro software o ti attacchi. La nostra ignoranza è la loro forza.
La nostra pigrizia la loro arma vincente. Siccome msn è preinstallato sul pc e siccome Beppe  Grillo parla di skype, allora li usiamo tutti felicemente come pecore perchè “beh se lo usano tutti vuol dire che è il migliore”.

Bene, sapevate che con GIZMO era possibile chiamare GRATIS tutti i telefoni mobili e non d’italia? bastava registrarsi.

Sapevate che con GTalk(che è basato su jabber, quindi libero, quindi fruibile al 100% con qualsiasi client jabber),  oltre ad avere 2 giga e rotti per la casella email le vostre conversazioni sono salvate  e disponibili per la  ricerca ?  Sapevate che con GTalk  potete chattare con i vostri contatti anche senza installare nessun software, semplicemente dalla vostra webmail? Ah, si, Gtalk fa anche le chiamate Audio/Video.

Sapevate che esiste un software chiamato OpenWengo   che oltre a fare tutto quello che fa skype vi collega anche a msn così siete online su due IM con un software solo (mi pare lo faccia anche GIZMO)?

Come ho detto, la nostra ignoranza è la loro forza.  Se invece di usare il primo software che ci capita in mano perdessimo 20 secondi per fare una ricerca su Google staremmo tutti meglio.

Tralascio volutamente il fatto che messenger viene utilizzato da ragazzine che usano 10.000 emoticons rendendo impossibile una conversazione degna di questo nome.

Don't be evil, dude

Ve l’avevo promesso, e finalmente scrivo un post di opinione su Google.

Voglio rispondere, e raccontare il mio pensiero, riguardo ad alcune paure più o meno sensate che circolano in rete riguardo l’affidabilità dei servizi di google e nello specifico al motore di ricerca.

Il titolo del post, per chi non lo sapesse, non è altro che il motto di Google fin dalla nascita; “non essere cattivo” è la filosofia di google.

Partendo da questo presupposto possiamo cominciare a spulciare le varie obiezioni rivolte a google in quanto motore di ricerca:

– Google, in quanto primo motore di ricerca, è la principale fonte di informazioni sul web. Cosa succederebbe se arbitrariamente “taroccasse” i risultati?

Succederebbe un casino, penso io. Il problema però va scisso da due punti di vista completamente differenti. Quello dell’utente medio (o passivo) e quello dell’utente più esperto (o utente attivo).

Per l’utente passivo, google rappresenta la principale, se non unica, fonte di informazione. Nel caso in cui google decidesse che alcuni risultati *non* debbano comparire, questo utente vedrebbe limitata la sua capacità di informarsi, di trovare il risultato per lui più adeguato. Quest’utente utilizza prevalentemente siti di social networking tipo facebook, myspace, varie community farsa tipo badoo, instant messenger assurdi come msn messenger, legge qualche blog e appunto, ricerca su google. Se google filtra l’informazione quest’utente è completamente all’oscuro di ciò che succede, soprattutto alla luce del fatto che, filtro o non filtro, google indicizza solo 1/3 dell’universo web.

Questo è uno scenario agghiacciante, peraltro è quello che succede in Italia con giornali e televisioni, cosa che putroppo però non sembra destare altrettanto scalpore da scriverci libri.

In effetti google, su richiesta dei governi nazionali (vedi Cina), esegue già un filtro sulla ricerca che elimina i risultati “scomodi”. Questo però non è un problema strettamente legato a google, ma legato alla democraticità dei vari governi. In parole povere, il problema è il governo cinese, non la condotta di google.

Google inoltre, filtra anche i risultati provenienti da altri motori di ricerca specifici, come ad esempio technorati. Questo in una corporation è un operazione più che legittima (ci mancherebbe altro che yahoo o msn.com, ricercando “servizi email gratuiti” mettessero gmail al primo posto), è meno legittimo però in un’ottica di democraticità della quale google si fa portatore e che per un fattore economico, penalizza l’utente.

Nonostante questo scenario abbastanza catastrofico, le mie preoccupazioni sono tendenti allo zero. No, non sono impazzito. Ho parlato di due scenari, e il secondo è preponderante sul primo.

- Il power users, l’utente attivo, non utilizza solo google.

il power user utilizza technorati, digg.com, del.icio.us, wikipedia. Non li utilizza solo passivamente, cioè ricercando informazione, ma attivamente, taggando e segnalando articoli.

In questo scenario, google ha un potere limitato. Paradossalmente ha un potere limitato proprio da se stesso, dai concetti che ha spinto sul web, e cioè che è l’utente stesso a definire il grado di autorevolezza di una pagina web. Con i link, con i digg, con i tag.

In quest’ottica di pluralismo della ricerca, google è *uno* dei tanti strumenti per arrivare al risultato, e per quanto potente e autorevole, conta come uno.

Ora, perchè il secondo scenario è preponderante sul primo? Facile anche stavolta, per colpa di google. Gli utenti attivi generalmente hanno blog con pagerank decisamente più elevato rispetto ai blog degli utenti “casuali” che scrivono per quattro amici e, cosa fondamentale, i loro blog sono letti dall’utente medio.

In un certo senso, chi usa attivamente i servizi web, è il vero controllore dell’informazione, il resto, google compreso, sono solo strumenti.

Bravo, ma se google mi toglie arbitrariamente pagerank, che minchia di controllo ho?

Qui mi prendo una piccola licenza, non mi baso su dati oggettivi, ma sulla soggettività pura.

Sono fortemente convinto che siti/blog/community con un contenuto interessante, ben scritto e soprattutto intelligente hanno ben poco da temere contro pagerank 0.

Chi ha veramente qualcosa da dire, e può dare un contributo costruttivo, viene letto, linkato, taggato, diggato. Perchè nel web 2.0 il contenuto è al centro di tutto.

Sono convinto che pandemia , manteblog, catepol, sarebbero ugualmente straletti, anche con pagerank 0, perchè qualcosa da dire ce l’hanno.

Ma, ripeto, questa è un’opinione soggettiva e quindi, irrilevante.

Ribadisco comunque il concetto già espresso sopra che, grazie a vari altri servizi tipo digg e del.icio.us, google conta come uno. stop.

Ok, ho capito che google va bene, ma non va usato come unica fonte di informazione. Ma che mi dici di gmail e vari altri servizi? E’ giusto che google legga le mie mail e mi piazzi la pubblicità in base al contenuto?

Non ragiono in termini di giusto o sbagliato. Giusto e sbagliato si applicano alle persone, non alle macchine. E visto che è una macchina a leggere le mie mail, e non una persona, devo ragionare in altri termini, come per esempio sicurezza, privacy, affidabilità.

Tralasciando il fatto che al momento di creare un’account gmail viene espressamente detto che google leggerà la tua corrispondenza per infilarci pubblicità adeguata, non lo trovo preoccupante fin tanto che le società a cui appartengono gli ads che vedo non possono risalire a me dopo un click. Questo sarebbe un problema, perchè sarebbe come comunicare a terzi le mie preferenze, il che non è nemmeno un problema per uno a cui piacciono le lasagne, ma se magari uno clicca su “orgie di universitarie ubriache” potrebbe essere un problema di privacy.

In ogni caso, finchè utilizzo di gmail è volontario e questo è il prezzo da pagare per avere 2.8 giga di spazio di storage le condizioni sono anche accettabili. Siamo comunque liberi di farci un account su un altro servizio che permette di crittare con pgp le nostre mail.

Lo stesso discorso vale per googleReader o googleSearchhistory (che è peraltro disattivabile), se non ci va di far sapere cosa leggiamo o cosa ricerchiamo, basta non usare un account google.

In definitiva, il motto “don’t be evil” dovrebbe essere anche il nostro, e non solo quello di google. So che in queste faccende spesso la ricerca di un complotto oscuro contro di noi è affascinante, ma in questo momento ci sono altre lotte molto più importanti (es cambiare la televisione e i giornali, soprattutto in italia). L’ho scritto e lo ripeto, google ha reso il web molto più democratico di come l’ha trovato nel 97 e al punto in cui siamo, una svolta dittatoriale oltre ad essere improduttiva e insensata, sarebbe inutile a causa del pluralismo di cui parlavo.

gooooooooooogle!

La mia voglia di andare controcorrente probabilmente è il motivo per cui questo blog non sarà mai ultravisitato.
Potrei parlarvi di un sacco di cose per cui la blogosfera italiana è in subbuglio, ma preferisco puntare ad un argomento che ancora non ho visto trattare da nessuno.

Google ha raggiunto quota 600 dollari ad azione. E sticazzi.

Personalmente, ritengo chi non usa gli strumenti messi a disposizione da google sia un poveretto. Un menomato informatico.
Questa, ovviamente, la mia personale opinione su chi dice di “masticarne di informatica” e poi non sa cos’è google reader.

Da circa 3 anni, ho imparato sempre più ad affidarmi a google per i servizi più comuni e devo dire, fin’ora, con enorme soddisfazione. Ovviamente non li uso tutti, e quando li utilizzo lo faccio con un certo criterio. Perciò arriva puntuale la pagella di radel sui servizi googleiani

Thumbs UP

- Gmail. La uso dalla nascita, nel 2004, da quando ancora era a invito. Lascio perdere il giudizio per lo spazio di storage. 2.7 giga sono un enormità per un servizio gratuito. La facilità d’uso, l’affidabilità e la sicurezza sono sempre stati impeccabili. Anche il filtro antispam mi sembra abbastanza buono, seppure ultimamente mi capita di ritrovarmi molta spazzatura che sono costretto a eliminare con spamassassin, tuttavia i falsi positivi si sono ridotti praticamente a zero.

- Google Reader. L’ho scoperto solo recentemente ma già lo amo. La possibilità di leggere i feed in mobilità e *da qualsiasi computer* è un pregio di cui non posso più fare a meno. Lascio perdere statistiche varie e possibilità di taggare i feed. Chiccoso.

- Google Maps. Non uso la versione desktop (google earth) per il semplice fatto che su linux è lenta e pressochè inutile. Google Maps è ormai un servizio maturo, con un ottima definizione e molto efficace nel segnalare il tragitto tra due punti. Ho abbandonato da tempo ormai  i vari siti di autoroute tipo michelin etc, Maps ha tutto il necessario.

- Google Analytics. Un webmaster che si rispetti non può vivere senza delle statistiche decenti. Google analytics ha risolto gratuitamente il problema e alla grande. Trovate tutto quello che vi serve per sapere vita morte e miracoli dei vostri visitatori.

- Google Images. Incredibile. Se il loro algoritmo di ricerca per il testo è il migliore al mondo, quello per la ricerca delle immagini lo è altrettando. 30 secondi sono il tempo massimo per trovare qualsiasi immagine vi passi per la testa, spesso partendo da ricerche abbastanza fumose.

- Google Adsense/adwords. Ho sentito pareri contrastanti su questo servizio  ma io fin’ora mi sono trovato decisamente bene. Vorrei guadagnare di più ma capisco perfettaemente l’obbligo di inserire il coefficente cPM (click per mille visualizzazioni). La mia community farebbe milioni di euro al mese se si basasse sulle visualizzazioni.

- Google Docs e Spreadsheet. MI-TI-CO. Stracompatibile con word/excel e openoffice, uno strumento di lavoro di imbarazzante facilità e impressionante potenza. Spero che con un buon lavoro di Google Gears averlo sul desktop sarà realtà perchè merita.

Thumbs DOWN

Google Calendar – So che sta lentamente migliorando, ma fin’ora le sue API non mi hanno consentito di aggiornarlo tramite evolution o un cellulare/palmare. Cosa che lo rende pressochè inutile. E’ difficile infatti inserirlo in un workflow consolidato se non è possibile aggiornarlo dal proprio software preferito.

Google Video – Morto ancora prima di partire. Forse il vero unico buco nell’acqua di google, prontamente corso ai ripari con l’aquisizione di youtube. Nonostante il servizio sia poco utilizzato, devo riconoscere la velocità del player e l’interessante possibilità del download dei contenuti.

Non parlo delle acquisizioni perchè sarebbe superfluo e tedioso, ma Blogger.com, Youtube.com non mi sembrano cose da poco.

A breve posterò  su “ti senti sicuro affidando la tua vita a google?”

Keep up the good work, dude.

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