Bazinga!

I am Marco, an italian web designer, a tv show addicted and a music lover.

and once again you've fallen for one of my classic pranks. Bazinga!

usa il tuo netbook come ebook reader (con linux).

pride

Da qualche tempo guardo con molto interesse agli ebook reader, specialmente al Nook appena sfornato da Barnes & Noble, li ritengo oggetti che in un futuro prossimo saranno sicuramente necessari, ma che al momento hanno un mercato molto limitato, soprattutto in Italia.

È anche per questo, ma soprattutto perchè sono un tirchio schifoso, che mi sono ingegnato per trasformare all’occorrenza il mio eeePC 701.

Cosa serve:

- Un netbook qualsiasi.

- Un sistema operativo decente (Quasi tutte le distribuzioni linux vanno bene, io sto usando Jolicloud sul mio eeePC, che consiglio vivamente per qualunque netbook).

I software che ho deciso di utilizzare sono FBReader e Calibre. Sono entrambi sofware open source e multipiattaforma, quindi se decidete di utilizzare sistemi operativi con le finestre dovrestre trovare delle versioni che fanno al caso vostro.
FBReader è un semplice lettore di file epub, ha le funzioni classiche per cambiare verso dello schermo, zoom, fullscreen etc. Ottima è la gestione della libreria, basta indicare un percorso e fbreader si occuperà di catalogare tutti i nostri ebook presentandoli in un comodo indice.

La parte più interessante però arriva con Calibre. Calibre è un po’ un tutto fare nel mondo degli ebook su pc. Trasforma automaticamente feed RSS in ebook, converte i formati (io converto sempre tutto da pdf in epub, più facilmente leggibile) e anche lui gestisce una biblioteca catalogando tutti i vostri libri per autore (o secondo la numerazione delle biblioteche, fantastico).
Calibre vi sarà molto utile anche se avete un vero ebook reader o anche se leggete i vostri libri con un iPhone, converte in e da tutti questi formati.

Ho usato e affinato questo sistema per circa un mese prima di scrivere questo post (mi sono letto tutto “Il nome della rosa”) e devo dire che non ho notato grandissime differenze rispetto alla lettura classica di un libro, anzi in certi casi leggo molto più velocemente sullo schermo. È una questione di abitudine, ma passata la strana senzazione di reggere un computer portatile come un libro l’esperienza di leggere su un netbook non ha niente da invidiare a costosi kindle e compagni (e-ink a parte, ovviamente).

lettera ad un libro ormai nato

Caro “Il Simbolo perduto”,

Ti sto leggendo da un paio di giorni, sono tipo a pagina 74, e volevo farti avere le mie impressioni.
Scusami se sarò impietoso e un po’ cattivo, ma forse tutto è dovuto al libro che ho letto prima di cominciare con te. Si chiama “Il nome della rosa”, è di un tizio italiano, tale Umberto Eco. Te lo consiglio, nel caso da grande volessi diventare un vero libro.

Ho cominciato a leggerti perchè mia sorella ti ha portato a casa. Lei ti ha desiderato molto, così tanto che ha addirittura pagato per averti. Dovevo capirlo da lì che il nostro rapporto non avrebbe funzionato, lei legge pochissimo e solo cose orrende.

Te lo dico chiaramente, così, di botto, sembri scritto da un ragazzino di terza media. Periodi semplici e poveri, nozioni buttate lì senza un senso logico, tanto per far vedere che si sà.

Le descrizioni dei luoghi poi. Ecco, io non mi aspetto roba alla Tolkien eh, però un minimo, no? Non si può cavarsela con le descrizioni tirate giù da wikipedia.

Certo, se proprio bisogna scegliere meglio copiare wikipedia che inventare di sana pianta le cose e mischiarle alle cose vere. Colgo l’occasione per spiegarti una cosa, che se vuoi puoi rivendere ai tuoi fratelli, che han lo stesso difetto.  I racconti possono essere di pura fantasia oppure possono mischiare fatti reali e avvenimenti di fantasia. Un racconto di fantasia, per dire, è il signore degli anelli. Un racconto che mischia realtà e fantasia è, per esempio, I promessi sposi. Ora, se citi un fatto reale, devi citarlo giusto! si chiama reale a posta, non ci si può inventare le cose a cazzo di cane, perchè altrimenti non si capisce più niente.

Poi, ecco, basta con ste leggi della fisica che non sai cosa vogliano dire.

Ultima cosa, le protagoniste femminili. Sempre tutte fighe, intelligenti, disponibili, simpatiche. Cioè, ci siam capiti va…

Tuo, Marco.

PS: finirò di leggerti per pura cultura (vabè, cultura è un parolone) personale, non temere.

Hallgrìmur Helgason.

1637. Già. È come se avessi un calendario al polso. Ogni giorno la storia del genere umano. Cristo nasce a mezzanotte, l’impero romano crolla dopo un festino selvaggio, poi arrivano i vichinghi di primo mattino e cominciano a stuprare prima delle nove. Il telegiornare di mezzogiorno letto da un manoscritto, “grande incendio a Bergtorshvol la notte scorsa”, poi bisogna rimettersi in sesto dopo il pranzo, l’indolenza, la peste, le difficoltà, per svegliarsi nel 1506 a colpi di scalpello di Michelangelo. Il Rinascimento. Shakespeare che scrive di getto, deve consegnare alle quattro e un quarto. La storia del genere umano è una giornata lunghissima. La guerra dei trenta minuti. La guerra dei sei secondi. Una lunga giornata lavorativa. L’orologio segna quasi le sette quando Edison finalmente accende la lampadina. 1900: cena e telegiornale della sera. Siamo arrivati all’ora di cena nella storia del genere umano, anzi c’è chi ha appena finito di mangiare, sazio e riposato, e ha davanti un programma che non finisce mai. Tutti aspettano che scocchino le 2000.

temi ricorrenti nelle cose che guardo, leggo, amo.

Attenzione, potreste incontrare spoiler sulle trame delle serie tv/film/libri seguenti: Matrix, Terminator, Battlestar galactica, Ritorno al futuro, Chuck, Harry Potter, Star Wars, I, Robot, Lost, Fringe. Assicuratevi, per le serie tv soprattutto, di essere aggiornati con le ultimissime puntate (ammerigane eh).

1) l’uomo costruisce macchine intelligenti, le macchine si ribellano e sterminano (o almeno ci provano) la razza umana.
Visto in: Terminator, Battlestar Galactica, Matrix, I, Robot (il film, che il libro parla di tutt’altro).

E’ strano come questo tema venga sempre trattato nello stesso modo, e cioè che per forza le macchine intelligenti devono sterminare la razza umana (c’è anche da dire che nessuno farebbe un film in cui le macchine sono carine gentili e non si incazzano mai). Mi piace molto il modo in cui BG e Matrix trattano e affrontano il problema, ponendo l’attenzione sul bisogno reciproco che hanno l’uomo e la macchina.

2) il cattivo di turno, nel tentativo di spazzare via qualsiasi residua minaccia, crea l’eroe che lo distruggerà.
Visto in: Terminator, Harry Potter, Matrix.

Ecco in questo Terminator è sublime. L’idea che una macchina sia mandata indietro nel tempo per uccidere la madre del capo della resistenza umana e che l’uomo mandato indietro per proteggerlo ne diventi il padre è formidabile. Geniale anche l’idea che Lord Voldemort tenti di uccidere Harry fallendo e fornendo al suo nemico alcune armi fondamentali come il parseltongue (il serpentese) e la connessione dei nuclei delle bacchette.

3) un personaggio tra gli antagonisti, che tu pensavi cattivo e stronzo, passa dall’altra parte e aiuta l’eroe a sconfiggere il cattivo di turno.
Visto in: Harry Potter, Battlestar Galactica, Star Wars.

Il tema è abbastanza ricorrente e anche molto banale a dirla tutta. Il migliore in questo ruolo è Darth Vader (in italiano, Lord Fener), gli altri sono tutti anni luce indietro. Menzione d’onore a Gaius Baltar di BG, fa il doppio, il triplo e il quadruplo gioco senza batter ciglio. Anche Severus Snape (Piton) in Harry Potter mi ha abbastanza fregato comunque.

4) Il viaggio nel tempo fa casini con genitori/figli.
Visto in: Terminator, Ritorno al Futuro, Futurama (dai, ci sta), Lost.

Posto che terminator è il numero uno in questo, è interessante come un tema molto trattato sia il paradosso di tornare indietro nel tempo e mettere in pericolo la propria stessa esistenza (l’esempio accademico è di uccidere il proprio nonno o cose simili). Ritorno al futuro basa l’intero primo capitolo della trilogia sulle possibili conseguenze. Se vi chiedete cosa c’entra Lost in tutto questo siete stati leggermente spoilerati sulla quinta serie, vi avevo avvertito.

5) Se due persone lavorano insieme una vita, una è buona, l’altra è cattiva e stronza. La prima finirà internata, la seconda farà i miliardi.
Visto in: Fringe, Chuck.

Walter Bishop e William Bell in Fringe calzano. Uno rinchiuso 17 anni in un ospedale psichiatrico. L’altro padrone della Massive Dynamics. In Chuck invece sono Steve Bartowski e Ted Roark a impersonare questi due personaggi.

[to be continued]

il link

C’e questa cosa che solo internet ha, il link insomma.

Il link è una cosa bellissima perchè ti fa dire e fare delle cose che magari nella vita non avresti mai pensato si potessero fare. Come ad esempio quella che faccio oggi.

C’e questo libro: “Mia sorella è una foca monaca” di Christian Fascella. E’ un libro che ho conosciuto grazie a Paulthewineguy che per primo l’ha letto e ne ha scritto, ma è un libro che ho letto grazie a Zeropuntodue che me l’ha gentilmente prestato in un piovoso sabato sera. Ecco io tipo con due link riesco a ringraziare loro che me l’han fatto conoscere e leggere, e mando voi a leggere altre due piccole recensioni di prima mano, direttamente dai lettori che hanno sentito il bisogno di parlarne.

Poi posso raccontarvi che questo libro l’ho letto per tre quarti la notte stessa, mentre l’ora legale arrivava e le cinque di mattina erano in realtà le sei. Con un link posso addirittura raccontarvi cosa mi è successo mentre finivo, avidamente, le ultime pagine.
Con un link posso raccontarvi le mie impressioni a caldo, anzi a caldissimo.

Ma la cosa più bella è che posso addirittura linkare il blog dell’autore e dirgli, se passa di qua, che il libro me l’hanno sì prestato, ma la prima volta che passo in libreria 17 euri glieli dò ben volentieri, perchè un libro così non lo leggevo dai tempi di 101 Reykiavìk di Hallgrimur Helgason.

E insomma con una manciata di link vi ho fatto conoscere due blogger, due autori, due libri e ho pure parlato di me.
Provate a farlo con carta e penna.

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