Bazinga!

I am Marco, an italian web designer, a tv show addicted and a music lover.

and once again you've fallen for one of my classic pranks. Bazinga!

pensieri sparsi sul software libero e altre cose.

Lo so che non scrivo da un mese e più. Avevo altre cose per la testa e questo post lungo era una di quelle. Abbiate pietà.



Non so come verrà questo post, lo scrivo un po’ di getto, mettendoci dentro tutto quello che mi viene in mente.
È una specie di riassunto di tutto quello che penso sul software open source, sul perchè lo uso e perchè dovreste usarlo anche voi.

Perchè uso esclusivamente software libero per quello che devo fare tutti i giorni? Perchè è giusto, ed è meravigliosamente bello fare la cosa giusta.
Io la so già la vostra obiezione, “eh, sì, giusto secondo te”. No, è giusto, punto.

Portiamo un esempio, per semplificare.Quando parliamo di politica, elezioni e tutto il resto, cos’è che diciamo sempre? Diciamo che l’elettorato dovrebbe essere adeguatamente informato da una stampa libera prima di votare, che l’offerta politica dovrebbe essere varia e trasparente per rappresentarci al meglio, diciamo che la legge elettorale è (giustamente) una porcata, che il cittadino ha il diritto di scegliere i propri rappresentanti e che una semplice croce su una lista decisa in qualche stanza dei bottoni da un partito non basta, non va bene. Quando queste cose non si verificano parliamo di “popolo bue”, di televisioni che addormentano le coscienze, di libertà di stampa in pericolo, di tante cose giuste. Poi però se si parla di informatica tutti questi buoni propositi scompaiono e diventa accettabile che una compagnia produttrice di software decida per noi, le scelte obbligate e i pulsanti unici diventano “semplicità”, il “lavaggio del cervello” fatto al “popolo bue” diventa una “grande strategia di marketing”.

“No vabbè, ma non è la stessa cosa. La politica è una roba importante, a me dell’informatica interessano quelle due cose che mi servono per fare quello che devo fare, senza tanto sbatti”, dirà qualcuno.
Non so voi, ma io la prima cosa che faccio la mattina è accendere il computer. Se devo andare da qualche parte guardo la mappa sul web, se devo trovare un informazione chiedo a google, se ascolto musica o guardo un film lo faccio sul computer, per tenermi in contatto con gli amici uso il computer o lo smartphone, che è un computer anche quello alla fine. Se devo cucinare una cosa cerco la ricetta su internet, le foto delle vacanze le scatto con una fotocamera (che dentro ha un miniprocessore e un sistema operativo) e poi le salvo sul computer. Il mio conto corrente, i voli arei, gli orari dei treni: tutta roba che consulto su un computer.
Lasciamo perdere il lavoro, ma anche quello lo faccio al computer. Senza tutta questa roba qua, io (ma anche voi, ammettetelo) sarei ancora io?

Siete ancora convinti che l’informatica non sia una cosa importante?
Allora, visto che è una cosa importante bisogna trattarla da cosa importante. Le cose importanti, si sa, richiedono un po di sbatti.
Richiedono di pensarci su un po’, di scegliere e di capire qualche meccanismo. Insomma richiedono di usare la testa, non di premere un tasto e vivere inconsapevoli.

Cos’ha il software proprietario che non va? Una cosa sola fondementalmente: è in mano a qualcun altro, io al massimo lo posso utilizzare secondo regole decise da altri.
Facciamo un esempio, così è più facile:
Qualche anno fa, non millenni fa, esisteva un software di disegno vettoriale spettacolare, si chiamava Freehand.
Questo Freehand era di proprietà di una società chiamata Macromedia (hey, si è accesa una lampadina? bene, tornerà fuori poi) ed era uno dei migliori software in circolazione, meglio anche di Illustrator (di Adobe). Poi un giorno Adobe ha pensato di comprarsi Macromedia e con una politica di buy and bury dopo aver importato in Illustrator alcune funzioni ha chiuso lo sviluppo di Freehand. È semplice, Adobe ha un concorrente. Adobe compra il concorrente. Adobe uccide il concorrente.
Se Freehand fosse stato open source oggi sarebbe vivo e vegeto, qualcuno avrebbe continuato lo sviluppo (cambiandone il nome in cicciohand o vattelapesca) e gli utenti non sarebbero li a frignare .

A leggere questa storia, non vi cagate un po’ in mano pensando che un giorno qualcuno, solo perchèsi compra Adobe, possa chiudervi il vostro photoshop con cui ritoccate le foto, così, per puro divertimento? (Io, se avessi qualche miliardo di dollari a disposizione lo farei solo per il gusto di farlo, per dire).Questo è il problema principale del software proprietario e di contro la bellezza del software libero. Il software che uso è mio, quello che usate voi è in balìa del mercato azionario, dei colpi di testa di qualche riccone, di roba che nessuno può controllare. Quanti di voi sarebbero persi senza la suite di Adobe?

Parlo di Adobe non a caso. È storia di questi giorni il tiro incrociato che Apple prima e Microsoft poi stanno facendo contro Adobe e una delle sue tecnologie: flash (che Adobe ha comprato da Macromedia! Funny, uh?).
Ora, da un lato è giusto abbracciare lo standard HTML5 e mollare flash dove non serve più (seppure fa ridere sentirli parlare di open web mentre spingono il codec H.264 che è proprietario), dall’altra è bene pensare che Adobe risponde a leggi di mercato che esulano da quanto buono è il software che produce, purtroppo. Lo scenario possibile è che Adobe venga punita in borsa in una misura ben oltre le sue colpe, riducendo le risorse per lo sviluppo di, esempio a caso, illustrator.
Oppure potrebbe essere acquisita da una compagnia più grossa, prendendo strade che possiamo solo immaginare (sviluppo solo per sistemi Windows, sviluppo solo per sistemi Apple, chiusura della sezione CS. Sono tutte cose già successe ad altri software, niente di strano). Microsoft ha le risorse per farlo anche domani mattina, chiudendo lo sviluppo per sistemi apple avrebbe in mano un grimaldello pesantissimo per riconvertire milioni di persone da Mac a Windows (e windows crackato, lo ricordiamo, è illegale e no, non è gratis) (paura, eh?).

Suppongo che alcuni non siano più tanto convinti dell’assoluta bontà delle dichiarazioni di Steve Jobs.

Il bello del software libero non è solo che è totalmente estraneo a queste questioni, anzi, ne è di fatto la cura. Questo blog funziona grazie a un server Linux, su cui gira un server web libero di nome Apache, con un linguaggio libero chiamato PHP, usa un DBMS (per umani, un database) libero che è MySql e una piattaforma anch’essa libera chiamata WordPress. Queste cose, oggi, sono il NonPlusUltra in questi ambiti (e già questo dovrebbe farvi pensare un pochino) . Perchè se domani Oracle decide che MySql è suo e si paga e ciao ciao codice, basta prendere la versione precedente che per licenza rimane open e una comunità di volontari porterà avanti un altro MySql. E così per tutti gli altri componenti. Semplicemente.

Questo introduce un altro bell’aspetto dell’open source. La comunità. Il mito narra di volontari che sviluppano codice per puro divertimento. In realtà non è proprio così, i progetti più grossi hanno dietro importanti finanziatori che però si affiancano alla comunità, sempre. Chi ha provato a far tutto da solo ha fatto un fiasco terribile (Corel con un suo linux, all’inizio del decennio). Il supporto per l’utilizzo di un applicazione, per la segnalazione di bug, per la richiesta di nuove funzioni che c’è nel mondo open source non ha eguali nella sua controparte chiusa. Provate a segnalare un bug a Apple, vi risponderà con una frase che è diventata una barzelletta: “it’s not a bug, it’s a feature!”.

C’è un altro mito da sfatare sull’open source che però ha un fondo di verità. Avere il codice disponibile permette di modificarlo a proprio piacere. È chiaro che non tutti sono in grando di modificarlo e di farlo funzionare, e per queste persone avere o no il codice è indifferente, ma non è questo il punto. Il punto è che qualcuno, da qualche parte, può modificarlo e renderlo disponibile. La modifica che ti serve potrebbe arrivare da qualcuno che ha la tua stessa esigenza. Questo blog l’ha già fatto in passato, ho compilato e rilasciato una versione di pidgin modificata per supportare il nuovo protocollo msn, non solo, ho fornito le istruzioni perchè chiunque, in pochi semplici passi, potesse farlo da solo. La stessa cosa la stanno facendo tanti altri, con altrettanti software.

Questa forse è la parte più controversa e a volte diventa una pecca. Una comunità con una libertà sconfinata genera anche sprechi. Non è strano vedere “fork” cioè versioni alternative di un software che vanno ognuna in direzioni diverse, a volte reinventando la ruota in due modi diversi. È vero, a volte il risultato è solo confusione, ma in molti casi è una ricchezza inestimabile. Senza il fork del vecchio netscape (poi mozilla) oggi non avremmo Firefox, tanto per fare l’esempio più famoso. Senza il fork di KHTML (che è un motore per web browser inventato da chi sviluppava l’interfaccia grafica KDE) oggi non avremmo webkit, che è il motore che sta sotto a Safari e Google Chrome. E potrei continuare per ore.

Non è tutto rose e fiori. Quasi tutti i software hanno soluzioni open di tutto rispetto, se non migliori. Ma Gimp non è ancora Photoshop (ma alcune funzioni nuove di ps gimp le ha da anni), Inkscape non è ancora Illustrator. I software di montaggio video, al momento, sono una cosa imbarazzante. Ardour non è ancora Logic. QCad non è Autocad. Ma ci stiamo arrivando, piano piano. Per arrivarci non c’è solo bisogno di gente che sviluppa, no. C’è bisogno di gente che ne parli e prenda coscienza che c’è un mondo là fuori e che non è fatto solo di software di proprietà di qualcuno, che capisca che esistono standard che i software proprietari ignorano spingendo i loro. Nella grafica vettoriale lo standard è l’SVG, al massimo, il PDF, non l’AI come Adobe sta cercando di inculcare. L’H.264 non è uno standard open, non importa se Steve Jobs crede il contrario.

Se queste cose succederanno, se questa presa di coscienza ci sarà, usare solo software libero sarà molto più facile di quanto possiate pensare. Gli altri faranno quello che gli pare, ma voi starete facendo la cosa giusta.

NB: non ho nemmeno accennato al fatto che molto spesso il software libero è anche gratis e non a caso. Primo perchè non è necessariamente vero, il software è “free as in speech”, non “free as in beer”. Secondo perchè semmai è la ciliegina sulla torta.
PS: adesso correte a scaricare e installare Ubuntu Lucid Lynx che è uscita qualche giorno fa.

gwibber 2.0 e qualche consiglio

Chi legge OMG! Ubuntu! probabilmente già lo sà, per gli altri potrebbe essere una cosa nuova, ma spero utile.
Nelle ultime due settimane nel repository di Gwibber, il client twitter (e non solo, gestisce anche facebook, friendfeed, flickr e tantissimi altri, all in one) per Gnome, ci sono stati grandissimi passi avanti. Dopo alcuni passi falsi iniziali, fortunatamente sistemati anche ai bug report del tenutario qui, la situazioni si è stabilizzata e il nostro amato client è finalmente qualcosa di usabile (e degno di essere usato).

So che ci sono molti client twitter per linux, ma a tutti manca qualcosa, i più completi sono per Kde e non si integrano con il mio desktop, cosa che mi dà parecchio fastidio su un’applicazione che sta aperta tutto il tempo.

Gwibber, al momento, manca dell’integrazione con twitpic e simili, il supporto alle liste e altro ancora, ma ha altre funzionalità molto interessanti, su tutte quella che potete vedere nello screenshot, la multi view in stile Tweetdeck. Sarà interessante poi vedere l’integrazione con il famoso “me menu” di Lucid Lynx (Joey di Omg! Ubuntu! ha detto che è una specie di droga postare da lì).

Dopo tante parole, veniamo un po’ ai fatti.
Come installiamo l’ultimissima versione di Gwibber?
E’ facile, apriamo un terminale (non spaventatevi, è che da terminale sono due comandi facili facili, e si prestano molto ad essere riportati qui, la procedura si può fare anche graficamente, ma è luuuuunga)

sudo add-apt-repository ppa:gwibber-daily/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install gwibber

Così facile? si, così facile!

Questo installa l’ultimissima versione di gwibber, viene aggiornata molto spesso e potrebbe succedere che dopo qualche aggiornamento non funzioni, càpita, per questo ci sono persone come me che si prendono la briga di segnalare bug così che a voi non succeda di installare un software che non funziona.

Un po’ di ritocchi al nostro Gwibber!

Gwibber si presenta con quattro o cinque temi diversi per mostrare i tweet, dateci un’occhiata. A me non piacevano molto così mi sono messo lì e ho fatto qualche modifica ai CSS. Adoro le bubbles di tweetie così ho pensato di farne un tema, con molta fantasia l’ho chiamato Tweetie e lo trovate qui.
Per attivarlo scompattate il file nella cartella:

/home/<vostro-nome-utente>/.local/share/gwibber/ui/themes

(create il percorso  se non esiste)

Fatto, adesso il vostro client è un po’ più figo.

Si ma, come attivo la multiview in stile Tweetdeck?

È facile anche questo, avviato gwibber c’è una voce di menù omonima, da quel menù scegliete “New Stream” (o semplicemente fate CTRL + N) a quel punto la finestra si sdoppia e potete scegliere cosa visualizzare con un comodo menu a tendina.

buon divertimento :)

[guida] un pannello veramente cool su gnome

Il mio ultimo screenshot su flickr ha ricevuto un po’ di commenti che chiedono informazioni in più.

Pannello in alto:
Inserite nel file gtkrc del voltro tema, oppure in ~/.gtkrc-2.0 il seguente codice.

style “gnome-color-chooser-panel”
{
fg[NORMAL]        = “#FFFFFF”
fg[PRELIGHT]      = “#000000″
fg[SELECTED]      = “#000000″
fg[ACTIVE]        = “#000000″
fg[INSENSITIVE]   = “#7b7b7b”

text[NORMAL]        = “#FFFFFF”
text[PRELIGHT]      = “#000000″
text[SELECTED]      = “#000000″
text[ACTIVE]        = “#000000″
text[INSENSITIVE]   = “#7b7b7b”
}
class “*Panel*” style “gnome-color-chooser-panel”
widget “*PanelWidget*” style “gnome-color-chooser-panel”
widget “*PanelApplet*” style “gnome-color-chooser-panel”
class “*Tray*” style “gnome-color-chooser-panel”
widget “*Tray*” style “gnome-color-chooser-panel”
widget_class “*Mail*” style “gnome-color-chooser-panel”
widget “*fast-user-switch-applet*” style “gnome-color-chooser-panel”

gtk-icon-sizes = “panel-menu=20,20:”

poi settate come sfondo questa immagine da me creata:

url: http://makinmyway.files.wordpress.com/2009/03/top-panel.png

Adesso dovrebbe essere già abbastanza cool.

Per cambiare l’icona del menu con l’icona bianca del piedone di Gnome
scaricate questo file: start-here.svg e copiatelo in

/home/<your_username>/.icons/<your_icon_theme>/24×24/places

Lo sfondo invece è tutto merito di Vattenpipa su deviantart:
http://vattenpipa.deviantart.com/art/S-T-F-U-83953204

PS: se volete il global menu  (il menu per ogni applicazione nel pannello in alto, come in OSX, o se preferite come in GnuStep) come me, non dovete far altro che seguire le istruzioni che trovate qui:

http://code.google.com/p/gnome2-globalmenu/

Buon divertimento!

non sapevo se ridere o piangere.

Mentre il mio amico Zeropuntodue usa linux per salvare computer morti, insegnanti di informatica scrivono lettere tipo questa.
Riporto alcuni passaggi da brivido:

The student was showing the ability of the laptop and handing out Linux disks.After confiscating the disks I called a confrence with the student and that is how I came to discover you and your organization. Mr. Starks, I am sure you strongly believe in what you are doing but I cannot either support your efforts or allow them to happen in my classroom. At this point, I am not sure what you are doing is legal.

No software is free and spreading that misconception is harmful. These children look up to adults for guidance and discipline. I will research this as time allows and I want to assure you, if you are doing anything illegal, I will pursue charges as the law allows.

This is a world where Windows runs on virtually every computer and putting on a carnival show for an operating system is not helping these children at all. I am sure if you contacted Microsoft, they would be more than happy to supply you with copies of an older verison of Windows and that way, your computers would actually be of service to those receiving them…”

Tutta da leggere la risposta del signor Starks.

upgrading

Per tutti quelli che usano ubuntu e che magari non sono sempre aggiornati su tutto, ricordo che da qualche giorno è disponibile la versione 8.10, Intrepid Ibex. E’ quindi il caso di armarsi di tempo e pazienza e provvedere all’aggiornamento.

Il metodo è sempre lo stesso, lo riporto nel modo più semplice possibile.

premete alt + F2, quando apparirà l’input di testo digitate:

sudo update-manager -d

si aprirà il classico gestore degli aggiornamenti, ma in alto noterete un piccolo box che riporta la disponibilità delle nuova versione. Cliccate sul pulsantone che vi presenta e mettetevi comodi, la procedura è completamente automatica.

A seconda delle applicazioni che avete installate il numero di pacchetti da scaricare potrebbe variare. Per me è stato di 2500 pacchetti circa, per un totale di 1.9 GB, un paio d’ore con un’adsl a 2 Mbit/s.

NB: quando comincierà l’installazione degli aggiornamenti vi consiglio di rimanere in zona, onde evitare di andarvene per 3 ore e ritrovarvi al ritorno con l’installazione ancora all’inizio, intenta a chiedervi conferma di qualcosa. (alle domande se mantenere o no i file di configurazione rispondete sempre mantieni, sempre che non sappiate cosa state facendo.)

Possibili problemi.

- Se avete installato avant-window-navigator da repository esterni è molto probabile che sia stato eliminato. Ora è incluso nei repository ufficiali, vi basterà cercarlo da synaptic e reinstallarlo. La configurazione è rimasta, quindi non perderete nulla.

- Se possedete una scheda video nvidia sono disponibili driver aggiornati, consiglio di utilizzare l’ultima versione disponibile, scegliendola da Sistema -> Amministrazione -> Driver Hardware. A me ha rilevato una risoluzione maggiore (sono passato da 1280×800 a 1440×960, semplicemente usando quel driver).

- Le tavolette grafiche, specie quelle vecchie tipo la mia, sono disabilitate di default. Se avete una wacom, come ho io, caricate il modulo con

sudo modprobe wacom

tornerà magicamente a funzionare.

- E’ possibile, anche se altamente improbabile, che qualcosa che prima funzionava molto bene ora funzioni così così, o addirittura non funzioni più. Questo è causato dall’adozione del kernel 2.6.27-7 che porta una quantità smisurata di miglioramenti al supporto delle periferiche, ma rompe qualche compatibilità all’indietro. Verificate questo problema avviando al boot un kernel più vecchio (tipicamente la terza voce che trovate all’avvio).

Consigli per un’esperienza utente onanistica.

Quasi nessuno di voi credo stia usando il tema Human, detto anche arancione-marron-merda. Ciò nonostante vi invito a provare il tema Dust, che trovate nel pacchetto community-themes.

sudo apt-get install community-themes

Il tema lo troverete come sempre da sistema -> preferenze -> aspetto.

Buon divertimento.

screenshot del mese

screenshot luglio

twitter su linux. mission impossible.

Chi usa linux e posta su twitter sa perfettamente di cosa parlo.
Non esistono client degni di questo nome, o meglio non esiste niente che possa eguagliare non dico twhirl ma neanche twitterific.

Tutto ciò è una merda. Spero solo che con il porting di Adobe Air su linux la situazioni migliori perchè al momento gli unici due client usabili sono gtwitter e Twitux. Il primo è scritto in mono e fa pena, il secondo è leggermente meno peggio.

Io, ovviamente, uso Twitux

Consiglio: se decidete di usarlo, inserite nel vostro tema di icone un’icona a vostra scelta (il file chiamatelo twitux.png) perchè quel drago rosso fa veramente vomitare. E magari se usate compiz settate la sua opacità a 80 così disturba un po’ meno, come ho fatto in questo screenshot:

Schermata-18

Transizioni OpenGL in openoffice 2.4

NB: queste novità, per ora, sono solo per la versione linux!  (via oooninja)

Pidgin 2.3.1 e MSN [guida]

pidgin1.png

Come ho già detto, MSN è putroppo il protocollo più usato da un sacco di utonti che non conoscono gtalk e altro protocolli.

Per me una delle grandi pecche di Pidgin sono sempre stati i messaggi di stato, sia il fatto di non poterli vedere, sia di non poterli impostare.
Finalmente a tutto questo c’è una soluzione, eh si perchè finalmente pidgin supporta il protocollo MSN14, quindi anche i messaggi di stato.

La brutta notizia è che non lo fa di default, quindi o aspettate o fate come me e ve lo compilate (su ubuntu gutsy ovviamente).

avvertenze: se è la prima volta che compilate, o siete poco avvezzi a quest’arte, oppure se volete le cose che “funzionano e basta” non seguite questa guida. Non sono responsabile della vostra eventuale incapacità nel risolvere i problemi che ne possono seguire.

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instant messengers for dummies

Prendo spunto da una discussione nata su bellunolanotte per parlare dei protocolli IM.

Nella discussione si citano Windows messenger e Skype, quasi fossero il top della gamma disponibile al momento.
Mi pare superfluo dire che non è assolutamente vero.

Non è un caso se questi due software, a quanto pare i più diffusi, siano protocolli proprietari, ovvero chiusi. Cosa vuol dire che un software/protocollo è chiuso? Vuol dire che solo chi lo produce sa davvero come funziona, ergo, il protocollo può essere implementato al 100% solo dal software del produttore.

Oddio, questa cosa non sarebbe neppure tanto male se il produttore in questione fornisse A TUTTI un’implementazione identica, peccato purtoppo che

- Windows messenger è disponibile solo per Windows (si c’è una versione per mac, vecchia e piena di rogne)

- Skype se la cava meglio di windows messenger, ma le versioni per mac e linux del client sono almeno una versione indietro rispetto a quelle per windows.

Qualsiasi altro client, magari fatto meglio e magari anche multipiattaforma come adium o pidgin pur con tutto lo sviluppo del mondo non potrà mai implementare questi protocolli al 100%, creando ovviamente disagi agli utenti mac/linux.

Lo so,  state pensando “beh ma windows è il sistema operativo più diffuso, qual’è il problema?”. Va bene, cambiamo ragionamento e vediamo se secondo voi fila.

Supponiamo che dopodomani Nokia esca con un nuovo supercellulare. Supponiamo che implementi un nuovo protocollo per gli sms. Ecco adesso pensate se Nokia decidesse che potete inviare sms solo ad altri telefoni Nokia,  e per ricevere… altrettanto. Supponete cioè che decidesse che potete mandare sms SOLO con i suoi cellulari e verso i suoi cellulari. Ragionando come sopra dovremmo dire “beh qual è il problema, i cellulari nokia sono i più diffusi”. Tze, più diffusi un paio di palle, non lo comprereste neanche se fosse gratis.

Questo è quello che avviene TUTTI i santi giorni con i protocolli di skype e msn. O usi il loro software o ti attacchi. La nostra ignoranza è la loro forza.
La nostra pigrizia la loro arma vincente. Siccome msn è preinstallato sul pc e siccome Beppe  Grillo parla di skype, allora li usiamo tutti felicemente come pecore perchè “beh se lo usano tutti vuol dire che è il migliore”.

Bene, sapevate che con GIZMO era possibile chiamare GRATIS tutti i telefoni mobili e non d’italia? bastava registrarsi.

Sapevate che con GTalk(che è basato su jabber, quindi libero, quindi fruibile al 100% con qualsiasi client jabber),  oltre ad avere 2 giga e rotti per la casella email le vostre conversazioni sono salvate  e disponibili per la  ricerca ?  Sapevate che con GTalk  potete chattare con i vostri contatti anche senza installare nessun software, semplicemente dalla vostra webmail? Ah, si, Gtalk fa anche le chiamate Audio/Video.

Sapevate che esiste un software chiamato OpenWengo   che oltre a fare tutto quello che fa skype vi collega anche a msn così siete online su due IM con un software solo (mi pare lo faccia anche GIZMO)?

Come ho detto, la nostra ignoranza è la loro forza.  Se invece di usare il primo software che ci capita in mano perdessimo 20 secondi per fare una ricerca su Google staremmo tutti meglio.

Tralascio volutamente il fatto che messenger viene utilizzato da ragazzine che usano 10.000 emoticons rendendo impossibile una conversazione degna di questo nome.

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